Intreccio

Introduzione alle immagini di
Paolo Contaldo

Nella notte di Matteo il buio accende ciò che resta: un volo di plastica, scale sospese, tracce nella neve.
Tra reti e rovine, l’aria vibra – ogni dettaglio è un segnale.

Un filo rosso di Rossella tende lo spazio tra le mani: misura la distanza e inventa il contatto.
Tra nodi e scioglimenti, l’amore è una grammatica tattile: si prova, si lascia, ritorna.

Cortili vuoti, rami accatastati, un furgone immobile: il paesaggio di Alessandro attende.
La luce taglia l’aria come un ricordo e le campagne trattengono storie non dette.

Un bel viaggio quello che ci propone Daniela, foto ingiallite e nastro, i volti riemergono come promesse custodite.
Nomi e date in inchiostro blu: la memoria prende corpo, il tempo firma il suo affetto.

Filari invernali tendono corde nell’aria, grafite di rami sulla collina.
Tra pali e nodi la terra custodisce promesse: il futuro che ci regala Roberta in silenzio.

Tra stanze che trattengono il respiro – una porta socchiusa, un corpo che cerca forma, un divano che inghiotte.
Fuori, veli rosa e acqua quieta: il desiderio di scomparire e rinascere nello stesso gesto.
Potente il concerto di immagini del Collettivo Nucleo Abitato

Le Sedie di Cinzia sono corpi in attesa: il legno conserva graffi, i nodi sfiorano la pelle dell’aria.
Tra tensioni bianche e ombre, la forma svela una sensualità sobria, fragile e tenace.

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