“La materia e l’altrove”

Corrado Ippoliti

Rio Tinto è un luogo sospeso dove la terra scrive ancora. Nelle pieghe dei fronti, nei margini minerali e nelle croste ossidate, la materia trattiene il tempo e lo restituisce in colore. La luce incide, svela livelli, fa vibrare il giallo del ferro, i rossi ematici, i rosa inattesi; il cielo, misura silenziosa, apre la distanza. Tra solidificazione e scioglimento resta un respiro: odore metallico, polveri che si posano, segni umani ridotti a traccia. Queste immagini cercano la memoria geologica come una biografia della terra: cicli che continuano, forme che si rinnovano. E, per analogia, chiamano paesaggi lontani — la secchezza marziana, terrazze come mappe di un altro pianeta — come se qui la nostra storia e quella di altrove coincidessero per un istante, nella materia che pensa la luce.

Bio
Corrado Ippoliti, tecnico informatico al CNR, coltiva una profonda passione per la fotografia e l’arte. Attraverso l’obiettivo esplora forme, luce ed emozioni, unendo sensibilità creativa e curiosità verso ogni espressione artistica.

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