E' l'ora del nostro morire

Ilaria Fenoli-Ivan Piano

È tempo, ormai, di interrogarci sulle retoriche e sulle forme dei cosiddetti iconotesti e rivolgere l’attenzione su quel tipo di iconotesto che è il fototesto letterario. Dobbiamo, quindi, intraprendere un’azione di critica e di attenzione verso queste opere che hanno, invero, costellato tutto il Novecento ma che non sono riuscite, però, a trovare una loro collocazione capace di congiungere la loro novità con la grande, tradizionale, rappresentazione fotografica-letteraria. E tanto è più opportuno quanto più constatiamo che il fototesto possiede virtualità, esso si pone al di là del suo significato retorico e formale e con risoluzione scavalca la già soglia tra verbale e visuale, consentendo all’artista di sintetizzare due linguaggi in un costrutto dove ognuno rimanda all’altro, dilatando sorprendentemente il senso del «logos» e quello dell’«imago». Nella circostanza, la stretta collaborazione tra i due artisti sfocia nella redazione di «sette momenti poetici» e di «sette spazi visivi» tra loro intimamente connessi sia sotto il profilo del linguaggio artistico utilizzato sia sul piano emotivo. A collegare i due piani, il letterario ed il fotografico, è la materializzazione di una sequenza che muove da un istante di leggerezza, quasi coreografica, e conclude in una scenica presenza drammatica. E se i versi enunciano e spiegano, le immagini cercano un ancoraggio che sembra risolversi in un teatro dell’assurdo assai simile a quello di Jean Genet. È la scena, quindi, e la sua conseguente rappresentazione, a risolvere le volutamente «ambigue oscurità» delle «sette poesie» e salvare gli esiti drammaticamente passionali delle immagini. Una scena sulla quale, ricordiamolo, vivono il verso e la figura: quindi, agiscono, stanno in azione, vivono dentro un’emozione.
Pippo Pappalardo

Bio
Ilaria Feoli è nata ad Avellino nel 1995. Le principali mostre personali sono nel 2021 Ilaria Feoli – Ivan Piano: è l’ora del nostro morire. (Lineadarte Officina Creativa di Napoli, Italia). Le principali mostre collettive sono, tra le tante, nel 2020 Sine die (Palazzo della Cultura di Catania, Italia), nel 2021 Mediterraneus | ars liber – rassegna internazionale dedicata al libro d’artista, Museo del Mar Castillo Fortaleza Ayuntamiento, Santa Pola (Spagna). Alcuni suoi scatti sono stati pubblicati su: Apologie Magazine (Francia), Peculiars Magazine (Belgio), CLIC-HE’ Webmagazine di Fotografia e Realtà̀ Visuale (Italia), ClickMagazine (Italia) e ZEUSI – linguaggi contemporanei di sempre (Italia). Tra le pubblicazioni vi sono: Tremitante Chapeau (Italia).
Ivan Piano è nato a Napoli nel 1975 dove vive e lavora. Le principali mostre personali sono 2021 Ilaria Feoli – Ivan Piano: è l’ora del nostro morire. (Italia); Le principali mostre collettive sono, tra le tante, nel 2021 Estenopeica sin Fronteras (Messico); Mediterraneus | ars liber – rassegna internazionale del libro d’artista (Spagna); nel 2020 Premio Gianluigi Parpani “Il Mondo in Tasca” per Carte de Visite contemporanea (Italia). È stato pubblicato su alcune riviste quali Anasyrma | miscellanea artequivoca; Arte; Arte e Critica; ClickMagazine; Flash Art; Focus Vif; Frattura 55° Scomposta; Image Mag; Private; Segno; Witty Mag; ZEUSI – linguaggi contemporanei di sempre e alcuni volumi quali DONI – Authors from Campania; Il corpo solitario.

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