VANESSA WINSHIP IN MOSTRA A MILANO.

Introduzione alla mostra VANESSA WINSHIP
17 dicembre – prorogata fino al 22 marzo 2015
Milano, Fondazione Stelline – Corso Magenta, 61
Orario: martedì / domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)
Info: 0245462.411
www.stelline.it
Recensione e fotografie a cura di Niccolò Vonci


Vanessa Winship (nata a Barton-upon-Humber, Regno Unito, nel 1960) è oggi uno dei nomi più acclamati della fotografia internazionale. Il suo stile non è meramente documentario, ma si concentra su temi quali la frontiera, l’identità, la vulnerabilità e il corpo. Sin dagli anni ’90, la Winship ha lavorato in diverse aree geografiche, tra cui i Balcani, il Mar Nero e il Caucaso, che nell’immaginario collettivo sono luoghi associati all’instabilità e ai tempi oscuri del recente passato e alla mutevolezza dei confini e delle identità. Fino al 15 febbraio la Fondazione Stelline presenta la sua personale, organizzata dalla Fundación Mapfre di Madrid: oltre 100 fotografie in bianco e nero ripercorrono attraverso un’ampia panoramica tutta l’opera dell’artista, dall’inizio della sua carriera, giovane fotografa nei Balcani, fino ai suoi ultimi lavori ad Almerìa. 
Un viaggio in 15 anni di sguardi poetici raccolti in alcuni dei suoi lavori più potenti. In “Imagined States and Desires: A Balkan Journey” esplora dalla fine degli anni ’90 attraverso l’asprezza del paesaggio dei Balcani l’essenza del popolo albanese. Reduce da 50 anni di dittatura che col suo ingannevole sogno collettivo ha sostenuto e riempito la sua anima, il popolo albanese si trova ora in bilico tra memoria e oblio, finalmente riemerso dall’ombra ma troppo presto assorbito da un modello economico finalizzato all’arricchimento personale che ha trascinato nel fallimento un intero paese prima ancora che quelle ombre si fossero definitivamente dissolte. Dai primi anni 2000, in “Black Sea: Between Chronicle and Fiction” analizza la natura, contempla e ammira l’immensità del Mar Nero, mare chiuso a legare potentemente le persone di 6 paesi (Turchia, Georgia, Russia, Ucraina, Romania e Bulgaria) che si affacciano sulle sue acque inospitali, al 90% ormai morte e tuttavia ancora per loro fonte di sostentamento e vita. Un mare davanti alla cui potenza, di gran lunga superiore alla propria, l’artista stessa dice di inchinarsi, quando in piedi davanti alle sue rive si ferma per ascoltarne il respiro e i ricordi di leggende e miti che ne permeano i confini. Con “Sweet Nothings: Schoolgirls of Eastern Anatolia” e “Georgia. Seeds Carried by the Wind”, lavori iniziati alla fine degli anni 2000, tra Georgia e Turchia, la Winship indaga le caratteristiche fisiche degli abitanti, attraverso particolari come lo sguardo, l’abbigliamento, il modo di porsi davanti all’obbiettivo, riuscendo a restituirci la forza della bellezza di una terra verso cui gli abitanti provano profonda gratitudine, tra celebrazioni delle loro immagini e ritratti a grandezza naturale dei loro cari,  fissati nel paesaggio per commemorare la vita di un altro tempo. “She dances on Jackson. United States” nel 2011 ha reso la Winship la prima donna a ricevere il prestigioso premio Henri Cartier-Bresson per la fotografia. Un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti, paese natale della fotografa che finisce per apparirle sempre più estraneo, con l’inquietante incresparsi dell’ “American dream” tra i luoghi resi celebri da una certa iconografia, in una ricerca a metà tra quella del personale sogno e quello delle persone incontrate lungo la strada, tra momenti di comunicazione e connessione con l’altro a mostrare il fondamentale desiderio umano di accettazione tra estranei. In “Almeria. Where Gold was found”, 2014,  infine, i soggetti umani sembrano via via scomparire per fare spazio a grandiosi, immobili, eloquenti paesaggi che bene rappresentano lo sdradicamento e l’alienazione del lavoro moderno in questa terra. Un lavoro sul silenzio e l’invisibilità, protagonisti dei giorni nostri ma anche cifra dell’autrice stessa in questo progetto.

NICCOLO’ VONCI
Fiorentino, classe 1980. La mia ricerca fotografica mi ha portato a concentrarmi sui componenti della mia famiglia, con i quali ho affrontato diversi progetti fotografici che li riguardavano. Sono membro dello Staff Deaphoto e seguo gli studenti durante i corsi Base e Progettazione Fotografica.

niccolovonci.it
calacalamerlino.tumblr.com

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