UNO SGUARDO INADEGUATO. LA FOTOGRAFIA DOCUMENTARISTICA DI FRANCESCO ZIZOLA.

Introduzione alla mostra “Uno sguardo inadeguato” di Francesco Zizola
al CIFA di Bibbiena dal 18 Giugno all’8 Settembre 2013.
Recensione a cura di Luigi Torreggiani, fotografie di Sandro Bini.

Al visitatore casuale, con poco tempo a disposizione e la smania di vedere qualcosa velocemente, le immagini di Zizola potranno colpire senza ombra di dubbio così per come sono, graffianti, insolite, dai colori roventi, rivelandogli un mondo che spesso appare sugli schermi di tutti i giorni, ma con quel non so che in più, che potrebbe definirsi artistico. Probabilmente questo visitatore tornerebbe a casa colpito da volti, colori, dalle inquadrature, ma con dentro di se’ un suono già ascoltato: quel ronzio di sottofondo che ci suggerisce che qualcosa, nel mondo, non va. Un ronzio costante, a cui ci siamo assuefatti. Bisogna fermarsi e armarsi di calma e pazienza per comprendere il senso profondo di questa esposizione, che non è un racconto semplice, relativo a questa o a quella guerra, a questo o a quel disastro naturale, ma è un tuffo nell’occhio, nella mente, nello stato d’animo del fotografo stesso. Uno sguardo inadeguato: perché questo aggettivo? L’autore lo svela nella prefazione dell’omonimo libro dedicatogli dalla FIAF: “Mi sono trovato a percorrere il crinale che separa due mondi, non tanto quello tra società strutturate sul modello capitalista e società tradizionali, quanto quello che separa il mondo di chi guarda da quello di chi è guardato […] ma da dove guardo? Dove scatto le mie fotografie? Quale dialettica culturale, sociale, antropologica, morale, politica, psicologica, emotiva o intellettuale costella la sintesi della mia testimonianza che si fa immagine?”…è presente una continua ricerca, la paura di non arrivare all’essenza del racconto più profondo della condizione umana. Proviamo a chiedercelo anche noi. Come guarda un fotografo che ha vissuto buona parte della vita tra guerre e distruzione? Come la sua vita è stata modificata dalla visione e dal contatto di quella delle persone ai margini della società? Come l’esperienza di questo fotografo-testimone si può trasformare in quella di un testimone di se stesso? Come, infine, possiamo farci nostra, da semplici visitatori, questa testimonianza? Zizola va oltre il racconto, attraverso immagini taglienti e delicate al tempo stesso dove spesso regna la solitudine dei soggetti, stato fisico e mentale che li accomuna al fotoreporter. Le immagini sembrano dire non solo “ero lì e ho visto questo”, ma anche e soprattutto “ero lì e ho provato questa emozione”. Lo stesso vuoto di una mamma e una figlia appoggiate ad un muro fatiscente, di fianco ad una strada deserta; la stessa paura di un bimbo che alza le mani di fronte all’obiettivo, come fosse un fucile puntato; lo stesso smarrimento di un albero solitario nel mezzo del deserto; la stessa vergogna del farsi una doccia in un luogo senz’acqua; la stessa gioiosità del correre, bambini, sulla riva di un lago africano, incuranti della malasorte; lo stesso rapimento di chi osserva un’immensa onda oceanica restando immobile ad aspettarla. Lo stesso sogno del fotografo agli inizi, bramoso di toccare il mondo. Questo fotografo ci dona oggi, dopo 30 anni, non più solo racconti ma metafore, quadri, spunti, reti a cui aggrapparsi e in cui lasciarsi avvolgere. Secondo Deanna Richardson, che introduce il libro, questa esposizione è una “sfida allo status quo” e rappresenta ciò che oggi si può definire come “fotografia documentaristica contemporanea”. Prendendo spunto dalle sue parole, lasciamoci coinvolgere da queste immagini, ovunque ci portino, apriamo la finestra e guardiamo fuori.

Luigi Torreggiani
Dottore forestale e giornalista pubblicista, lavora principalmente nella Redazione delle riviste “Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi” e “Top Life Magazine”. E’ appassionato di scrittura, fotografia, montagna, libri e buon vino. Cura il Blog “Scrivere & Fotografare” – www.scriverefotografare.com

Sandro Bini
www.sandrobini.it
Fotografo, docente di fotografia, fondatore e Direttore responsabile di Deaphoto, mi occupo prevalentemente dell’organizzazione delle attività progettuali didattiche ed espositive dell’Associazione. La mia ricerca è incentrata sopratutto ad un’indagine sulle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza. Dal 2009 è curatore del Blog “Binitudini. Spazio di riflessioni visive, teoriche e pratiche sul gesto fotografico contemporaneo.”
binitudini.blogspot.it

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