UNICO. NELLA NEBBIA

PH Luigi Torreggiani

“La nebbia è uterina. Ti protegge. Legioni di esseri umani desidererebbero tornare nell’utero (di chiunque, come diceva Woody Allen). La nebbia ti realizza questo sogno impossibile. Ti concede una felicità amniotica”.

Umberto Eco

Sono emiliano ma vivo in Toscana. Quando torno a casa, specie in autunno, sento l’esigenza di muovermi, SOLO, la mattina presto, dal Paese in mezzo a campi e fossi, tra la nebbia fitta e il silenzio, fino al grande squarcio d’acqua che taglia in due la pianura, il fiume Po. Un percorso per me UNICO, PREZIOSO, ESCLUSIVO. Un richiamo della mia terra cui non so resistere, un pellegrinaggio tra radici scoperte e ogni volta ri-scoperte. Mi sento smarrito non tanto nel luogo, che conosco come le mie tasche, ma nel tempo. Non vedo più avanti, non vedo più indietro, non ci sono più nulla e nessuno: potrei essere il bambino che qui veniva quando aveva appena imparato a stare in equilibrio sulla bicicletta, oppure quel vecchio che si riposa pescando; potrei essere un uomo o un animale, magari una quercia, un airone o una lepre. Questo “nessun posto” è in realtà un luogo ricco e affollato, ECCEZIONALE, INCOMPARABILE: una prateria per la fantasia, un campo aperto per la malinconia, un fiume in piena della memoria. La lingua inglese utilizza due termini differenti per indicare solitudine: “loneliness” e “solitude”. Nel primo caso l’accezione è molto negativa, una solitudine non cercata, terribile e nera. Nel secondo caso si tratta invece di una solitudine DIVERSA, positiva, ricercata, essenziale, bianca come la nebbia.

AUTORE Luigi Torreggiani

Dottore forestale e giornalista pubblicista, collabora principalmente con le riviste “Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi”, “Top Life Magazine” ed è Direttore responsabile di “Clic-hé”. E’ appassionato di scrittura, fotografia, montagna, libri e buon vino. Cura il Blog “Scrivere & Fotografare”

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