Unico.Editoriale

di Luigi Torreggiani
Direttore Responsabile

Da bambino e adolescente amavo molto i complimenti (per carità, li amo anche ora). Tra tutti quelli che mi venivano fatti, però, ero colpito nel profondo da uno solo: “sei unico”. Mi veniva detto rarissime volte e con varie accezioni (non sempre positive aimè!) ma quel termine, “unico”, talvolta unito a “speciale”, era qualcosa di estremamente dirompente, una formula magica.

Ogni essere vivente ricerca la propria unicità. Non esiste pianta o animale identico ad un altro individuo, neppure all’interno della stessa specie, ci sarà un perché! Si cerca per sopravvivere, per primeggiare, per scoprire e scoprirsi o semplicemente per sentirsi vivi. Si cerca e si coltiva la propria unicità di idee, stili, gesti, movimenti e azioni, così come si esige di scovarla nel mondo attorno: qualcosa, qualcuno, un oggetto, un paesaggio o un luogo che ci faccia aleggiare in una condizione eccezionale, diversa, incomparabile e solamente, unicamente, divinamente nostra. Noi e il mondo intero, in un dialogo a due. Una solitudine con la moltitudine. Un equilibrio raro, magnetico e fragile, talmente sfuggente da sentire l’esigenza di immortalarlo, di conservarlo e farlo durare.

Un viaggio tra le immagini dell’unicità è al tempo stesso una strada verso le origini del gesto fotografico: perché far entrare nell’inquadratura quel determinato rettangolo?

Osserviamo questi servizi immergendosi nelle sensazioni degli autori, ma proviamo poi a riflettere su quei frammenti di universo che per noi sono unici. Su quelle condizioni armoniche che proviamo così raramente, quando “tutto torna”. Proviamo a descriverli mentalmente con un’immagine, una semplice fotografia, e chiediamoci: “perché?”

 

 

Introduzione alle immagini

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