TRAUMI E MIRACOLI IN BULGARIA

Introduzione alla mostra “TRAUMAS AND MIRACLES:
portraits from Northwestern Bulgaria”

a cura di Sara Severini

Babak Salari, fotografo iraniano in esilio, vive in Canada e s’interessa in particolare a realtà esistenziali che sente affini alla propria, ai margini della società. Diana Ivanova è una giornalista nata nel nord-ovest bulgaro. Nell’estate 2008 i due viaggiano nella regione più povera di tutta l’Unione Europea, il nord ovest della Bulgaria. I villaggi di questa terra si spopolano delle donne in età lavorativa, che emigrano in Italia e in altri paesi dove trovano occupazione come badanti per aiutare economicamente, a distanza, la propria famiglia. Per tutte queste donne, per i loro figli e i loro mariti si può parlare di un’esperienza di trauma, come scrive la Kuhner “colpo ai tessuti sociali che danneggia i legami interpersonali”. Salari e la Ivanova cercano di comprendere la realtà di questi luoghi nella complessità di una prospettiva storica che includa la dimensione della memoria. Scelgono quindi di concentrare l’attenzione sugli anziani, che hanno vissuto la storia della propria regione e certamente i traumi, se si pensa al crollo della dittatura comunista, qui fonte di paura e disorientamento. Sono dunque i vecchi bulgari i protagonisti ritratti nelle immagini bianco/nero dal sapore reportagistico di Salari. La loro condizione rappresenta in qualche modo una sintesi dell’identità dei luoghi in cui vivono. Il fotografo ci trasmette le suggestioni che lo hanno raggiunto: l’idea di un tempo immobile, senza futuro, il senso di isolamento e di decadenza. Ma la mostra di Salari, 15-18 Settembre presso la saletta del Parterre di Firenze, s’intitola “Traumas and miracles” perché come scrive la Ivanova, citando una frase ascoltata da bambina, “c’è un miracolo per ogni trauma”, e ancora “la presenza degli altri, che vedono ciò che noi vediamo…ci rassicura sul fatto che il mondo è reale e noi stessi siamo reali” (H.Arendt).

Sara Severini
Amo la fotografia come mezzo di espressione, di ricerca, di analisi dell’uomo e della realtà, come intrattenitrice e portatrice di piacere e di idee. Mi interessa perciò il ritratto ma anche la fotografia istantanea, il reportage del quotidiano così come la fiction. Collaboro alle attività di Deaphoto presso cui ho frequentato corsi e workshop.

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