TO THE WOUND, UN RACCONTO A TRE VOCI.

Introduzione alla mostra “To the Wound” 
di Pierangelo Laterza, Aminta Pierri, Sofia Bucci
dal 5 Aprile 2014 per tutto il mese
AUS+GALERIE, Latina

Si è tenuto nel mese di aprile a Latina, presso l’AUS+GALERIE l ‘evento fotografico To the Wound. La mostra racconta, attraverso l’occhio, la sensibilità e l’obiettivo di tre fotografi (Pierangelo Laterza, Ambienta Pierri e Sofia Bucci) un viaggio all’interno del dolore, fisico o psichico che sia, nel suo aspetto più carnale e lacerante. Si osservano le cicatrici rimaste, a volte nascoste, talvolta invisibili, ma presenti costantemente nel ricordo di qualcosa di apparentemente riposto e drammaticamente vivo nella nostra memoria. Un doppio binario si sviluppa nei percorsi di questi tre progetti, con lo scorrere parallelo dei fantasmi che ci attanagliano e dello stato di accettazione e/o consapevolezza del dolore e della sua genesi. AMINTA PIERRI – “Noi siamo anche la nostra memoria. L’amnesia è da santificare (…) il NON ricordo è rinascita, salvaguardia dell’intimo”. Il lavoro della fotografia punta alla gestione del dolore e quindi alla possibile salvezza purificatrice. In una visione quasi religiosa e spirituale la foto simboleggia il dolore, è materializzazione dello stesso e quindi permette anche di alienarsi da esso, il dolore diventa così estraneo e quindi rimuovibile. PIERGIORGIO LATERZA –  Il dolore è ferita interiore, un solco profondo nella nostra psiche. Laterza torna a contatto con un sentimento di paura e lo esorcizza attraverso l’arte. L’acqua è elemento di purificazione ed allo stesso tempo abisso oscuro e misterioso che vorremmo esplorare e conoscere. “Un mare violento e ferito mortificato da cicatrici che tagliano l’acqua. L’economia di una lesione interiore che ci ha segnati in qualche modo o il segno di una paura innata o irrazionale?” SOFIA BUCCI – Il confine tra memoria benigna e maligna è molto labile. Così come quello tra ciò che piace trattenere e quello da cui si vorrebbe a tutti i costi liberarsi. L’analisi della fotografa investe la contraddittorietà della memoria che si pone spesso sotto veste salvifica, ma finisce poi per trascinarti nel mondo delle ossessioni. Il lampo si attacca alla nostra pelle e che la lacera come una malattia che assale corpo e sistema nervoso. Il progetto non si ferma alla ferita. La osserva, non la giudica ma si lascia attraversare alla ricerca di una rinascita. AUS+GALERIE è uno spazio che ospita iniziative fotografiche e pittoriche, concedendo visibilità a nuovi artisti e nuovi linguaggi espressivi, integrando nuovi percorsi di ricerca nel confronto tra tendenze europee ed internazionali. L’esperienza fotografica si interroga in maniera spietata sul nostro rapporto con il dolore e la memoria, non consentendoci risposte parziali ma ci obbliga a fronteggiare gli spettri del nostro quotidiano. www.ausgalerie.com

Diego Cicionesi
Innamorato da sempre della fotografia, ho ripreso dopo una lunga inattività solo qualche anno fa con un nuovo e totale approccio al mondo digitale. Sono membro della DIERRE FOTOGRAFI, società con la quale mi occupo professionalmente di eventi e cerimonie, rappresentati in stile reportage con contaminazioni ritratto e fashion. Collaboro con l’Associazione Deaphoto per i corsi di Ritratto in studio e Street Photography e partecipo assieme ai membri dello staff agli eventi organizzati sul territorio. Individualmente studio i paesaggi urbani con predilezione per la foto di strada e le ambientazioni portuali, in una scelta compositiva geometrica e tendenzialmente minimalista. Sono attratto dalle reciproche relazioni tra fotografia e psicologia e studio l’interazione tra soggettività, interiorità ed spazi urbani. Vivo con curiosità ed un po’ di caos tutte le cose della mia vita, integrando il medium visivo con letture di ogni genere e musica, prediligendo il jazz. L’essenza del mio vivere si concretizza nei viaggi, di qualsiasi durata e distanza.

 

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