THE TWO ROBERTS. UNA RETROSPETTIVA ALLA MODERN TWO DI EDIMBURGO.

Introduzione alla mostra “The Two Roberts. Colquhoun & MacBryde”
Scottish National Gallery of Modern Art (Modern Two), Edinburgh (UK)
22 novembre 2014 – 24 maggio 2015

Recensione a cura di Caterina Caputo

Come è noto il cubismo, con la sua poetica innovatrice e la volontà di rompere definitivamente i legami con le regole della rappresentazione accademica, ha avuto un forte ascendente sulla giovane generazione di artisti ad esso successiva. Nonostante l’iniziale slancio progressista, nel corso della prima metà del Novecento il postcubismo –termine a lungo abusato dalla critica– ha dato vita ad una meccanicistica ripresentazione di forme spesso priva di un’originale e profonda rivisitazione. In Gran Bretagna, dove le novità artistiche continentali sono arrivate talvolta un pò in ritardo, il postcubismo aveva trovato tra i suoi estimatori due giovani di origine scozzese, Robert Colquhoun e Robert MacBryde, poi soprannominati “i due Roberts” non solo per le affinità poetiche e stilistiche, ma anche per la loro lunga relazione amorosa. A questi due artisti è dedicata la mostra attualmente in corso alla National Gallery of Modern Art di Edimburgo, intitolata proprio The Two Roberts. Colquhoun & MacBryde. L’esibizione, che presenta più di cento opere tra pitture e disegni, può essere considerata la prima grande retrospettiva britannica rivolta ai due pittori. Colquhoun e MacBryde si erano conosciuti alla Glasgow School of Art nel 1933 e nei primi anni Quaranta si erano trasferiti entrambi a Londra dove, grazie al collezionista scozzese Peter Watson, erano entrati in contatto con noti nomi della scena artistica londinese, tra cui Henry Moore, Graham Sutherland, Augustus John e Lucian Freud. I due Roberts iniziano così ad esporre regolarmente in numerose gallerie cittadine ottenendo una certa notorietà sul territorio nazionale. I loro dipinti, di chiara ascendenza cubista, sono caratterizzati da un evidente uso espressionista del colore e da una linea decorativa che ha radici nell’Art Nouveau d’inizio secolo che proprio a Glasgow aveva trovato uno dei principali seguaci nell’architetto e disigner Charles Mackintosh, del quale l’opera più famosa era proprio la School of Art dove i due Roberts avevano studiato. A partire dagli anni Quaranta, in entrambi i pittori, emerge un timido tentativo di sganciarsi dal pressante cubismo per esplorare poetiche diverse, che trova nell’enigmaticità di matrice dechirichiana una probabile fonte di ispirazione. L’esibizione, ben curata ed articolata, mette in mostra l’intero percorso artistico di Colquhoun e MacBryde, riportando in scena una pagina di arte britannica a lungo dimenticata.

Caterina Caputo
Dopo essermi laureata a Firenze in storia dell’arte contemporanea mi sono appassionata al medium fotografico decidendo di conseguire il diploma come fotografa. Tutt’oggi questo connubio continua a far parte della mia vita e del mio lavoro. Mi interessa la fotografia come linguaggio di comunicazione, quindi specchio della società moderna. Attraverso il  mezzo fotografico il reale e l’irreale collima, dando origine ad un cortocircuito che trova la sua massima espressione proprio nel mondo contemporaneo.

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