THE GLAMOROUS SIDE OF LIFE

Introduzione alla mostra “The glamorous side of life” di Miles Aldridge
a cura di Sara Severini

Firenze, Gallery Art Hotel.  Fino al 1° Settembre in esposizione una selezione di 18 fotografie di Miles Aldridge. Nato a Londra (1964) Aldridge collabora con le principali testate editoriali di moda tra le quali Vogue. Sono evidenti nella sua opera influenze della pittura rinascimentale (Pisanello) e di altri grandi della fotografia di moda come Guy Bordin, per quanto riguarda l’impianto narrativo delle immagini, e La Chapelle, al cui lavoro sembrano rimandare alcune foto. Ad arricchire la prima mostra italiana di questo fashion photographer troviamo dei disegni, bozze che l’autore realizza in previsione degli scatti, che testimoniano la complessità della regia nel suo processo creativo. Aldridge costruisce delle stories in cui la donna è la protagonista. Inserite spesso in contesti domestici e routinari le modelle ritratte hanno pelle perfetta e sguardo fisso, fuori campo, talvolta vuoto, altre volte tagliente e intenso. Il mood che raggiunge chi guarda è noia, abbandono, senso di estraneità. Di quella realtà sembra urgente e necessario rompere la superficie, dai colori sgargianti ma dalla consistenza insopportabilmente piatta. Le soluzioni visive dell’autore creano spunti di riflessione sulla relazione della donna con se stessa e con la realtà culturale e mediatica dell’apparire, l’importanza di bellezza, eleganza, l’ostentazione dell’avere, del comfort, il rapporto col cibo, con la sessualità. “Sono sempre stato naturalmente affascinato dalle donne. Se penso a mia madre, a mia sorella, a mia moglie, mi rendo conto che ci sono dei temi comuni a tutte loro: bellezza, ansie, frustrazioni…”  M.Aldridge (da un’intervista di Lella Scalia www.vouge.it)

Sara Severini
Amo la fotografia come mezzo di espressione, di ricerca, di analisi dell’uomo e della realtà, come intrattenitrice e portatrice di piacere e di idee. Mi interessa perciò il ritratto ma anche la fotografia istantanea, il reportage del quotidiano così come la fiction. Collaboro alle attività di Deaphoto presso cui ho frequentato corsi e workshop.

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