Terra Mala

A cura di Tina Miglietta

La puntata del 7 novembre scorso della trasmissione radiofonica Parole di Luce, condotta da Sandro Bini e Martin Rance, a cura di Novaradio e Deaphoto, ha avuto come tema un viaggio molto particolare nella Terra dei Fuochi.
Stefano Schirato è l’autore del libro fotografico presentato, edito da Crowdbooks ed intitolato ‘Terra Mala’’, ambientato appunto in un fazzoletto di terra della Campania, tra le province di Caserta e di Napoli: un’area di degrado e inquinamento a causa dei rifiuti tossici smaltiti illegalmente da oltre trent’anni, di discariche illegali e veleni sotterranei.

Stefano, con coraggioso desiderio di contribuire alla lotta contro le eco mafie, ritrae il degrado del territorio, i campi nomadi che sorgono su cumuli di immondizia, le storie di uomini, donne e bambini costretti a vivere in una terra tossica conosciuta anche col nome di ‘’triangolo della morte’’.
L’idea nasce nel 2011 quando Stefano si reca nel quartiere Tamburi di Taranto per realizzare un reportage sull’Ilva e sulle conseguenze delle esalazioni degli impianti industriali sugli abitanti. Successivamente, in occasione dei 25 anni dalla catastrofe di Chernobyl, effettua un’indagine accurata su ciò che era accaduto dopo tutto questo tempo e focalizza la sua attenzione sul traffico illegale di materiale radioattivo. Questo importante reportage viene pubblicato su una rivista internazionale e si consolida così la sua missione fotografica di denuncia attiva contro i rifiuti tossici illegali che distruggono silenziosamente gran parte della popolazione devastando esseri umani innocenti con malattie mortali.
‘’Terra Mala’’ è un grido per indignarsi, per prendere posizione contro l’illegalità. E’ un lavoro strutturato su più storie, molto complesso e mostra, da un lato, il deterioramento implacabile di questa area geografica e, dall’altro, racconta le scelte coraggiose di chi ha deciso di resistere e di combattere per il luogo in cui è nato e per le proprie origini.
L’ultimo rapporto dell’Istituto superiore della Sanità del 2016 fornisce una stima agghiacciante dell’effetto di questa dinamica criminale sulla popolazione locale : l’incidenza dei tumori in questa area geografica è superiore di circa l’11%  alla media nazionale e mostra ulteriori dati allarmanti sulla mortalità dei bambini per neoplasie.

Terra Mala 1
Non è stato facile immortalare questo disastro ambientale dal punto di vista fotografico perché la maggior parte dei rifiuti sono interrati e spesso si scorgono solo colline ricoperte da erba.
Ma c’è stato un incontro fondamentale per la costruzione di questo progetto: quello con don Maurizio Patriciello che con la sua forza e determinazione è stato un supporto molto importante.
Don Patriciello è la bandiera vivente della Terra dei Fuochi, è parroco del parco verde di Caivano ed ha perso recentemente due fratelli di tumore diventando, così, uno dei maggiori attivisti che porta avanti questa lotta.
Stefano racconta così il suo incontro con questo sacerdote: ‘’Mi è stato chiaro che l’idea iniziale di raccontare fotograficamente un paesaggio così deturpato non poteva essere l’unica chiave di lettura; infatti quella più importante era rappresentare la storia vera delle persone che vivono lì. E grazie all’incontro con Don Patriciello sono entrato in contatto con le persone che hanno subito lutti e malattie.’’
Le immagini paesaggistiche ambientali presenti nel libro si intrecciano con le storie delle persone e danno vita ad una denuncia sociale attiva.

Terra Mala 2
Stefano racconta anche un altro incontro speciale che lo ha segnato in modo profondo: quello con il prof. Antonio Giordano, oncologo di fama internazionale ed anche Presidente del centro ricerche oncologiche di Mercogliano, autore anche della prefazione del libro. ‘’In una mia mostra fotografica a Orbetello avevo invitato il prof. Giordano e lui mi ha fatto il grande onore di parlare al pubblico ben ristretto che era lì presente. Alla fine dell’incontro mi sono avvicinato per scusarmi per la scarsità degli spettatori, ma lui ha ribattuto dicendomi che non dovevo scusarmi affatto e che adesso c’erano quaranta persone in più che ‘’SAPEVANO’’!”
Ecco, la storia delle ‘’quaranta persone in più’’ ha fatto prendere il volo all’idea della pubblicazione del libro che rimarrà a testimonianza e che mette un punto al lavoro fatto fino ad oggi per dare voce ad una storia di dolore, di deturpazione paesaggistica, ma anche di resistenza.
I cittadini, infatti, si sono organizzati attivamente con applicazioni mobile dove vengono segnalati roghi e discariche abusive e grazie a ciò si sta risvegliando una coscienza civile di lotta organizzata contro una violenza invisibile ai più.

’Terra Mala’’ è stato pubblicato nell’ottobre 2018 da Crowdbooks dopo una campagna capillare di crowdfunding durata sessanta giorni.
Attualmente, fino al 23 dicembre, l’azienda farmaceutica GUNA, particolarmente sensibile al tema dei disastri ambientali, ospita, presso la sua sede di via Palmanova 69 a Milano, una mostra ad ingresso gratuito che raccoglie i migliori scatti dell’autore sul dramma della Terra dei Fuochi. Inoltre, l’8 dicembre prossimo, Stefano Schirato sarà ospite al Photolux Festival di Lucca dove presenterà ‘’Terra Mala’’.

Terra Mala 3

 

Stefano Schirato nasce a Bologna nel 1974 dove si laurea in Scienze Politiche. Lavora come fotografo freelance con un attento interesse ai temi sociali da più di 15 anni. Collabora con diverse riviste, associazioni e ONG quali Emergency, Caritas Internationalis, ICMC, con le quali ha partecipato a progetti sui diritti umani, sull’emergenza dei rifugiati e immigrazione clandestina. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste internazionali quali New York Times, CNN, Newsweek Japan, Vanity Fair, Al Jazeera, Le Figaro, National Geographic, Burnmagazine, Geo International. Attualmente ha diversi progetti in corso in Europa dell’Est e in Africa e negli ultimi 4 anni ha portato avanti una ricerca sull’inquinamento e la corruzione nel Sud Italia. Il suo ultimo lavoro sulla crisi dei rifugiati lungo la rotta balcanica ‘’One way only’’ è stato esposto alla Camera dei Deputati ed inaugurato dalla ex Presidente Laura Boldrini.

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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