TABU

Introduzione alle immagini

di Alberto Ianiro e Sabrina Ingrassia

Abbiamo chiesto ai nostri lettori di raccontarci i propri tabù. Se da un lato, letteralmente rappresentano le proprie ansie ed anche i propri limiti, da un altro ci danno la possibilità di esplorare emisferi che sembrano impenetrabili, un uscio il cui varco ci procura disagio.
Tre i fotografi che per esperienza diretta personale o indiretta, hanno voluto raccontare nei loro tabù la sofferenza, il senso d’impotenza, l’accettazione dove ogni giorno ci si misura con la malattia e ci si adopera nello sforzo di individuare le terapie più efficaci per contrastarla.
Angelo Merendino, fotografo newyorkese, e la moglie Jennifer affetta da cancro, Alessandro Comandini, e il padre colpito da un infarto e Serena Gallorini che incontra i sorrisi di bambini affetti da SMA (Atrofia Muscolare Spinale).
La piovra del gioco d’azzardo è documentata da Michela Taeggi come consapevolezza del fatto che sia un problema: questo permette di chiedere aiuto.
Le vie della memoria portano Antonella Di Girolamo alla ricerca di nomi come senso del racconto di chi ci ha preceduto.
Nell’eterogeneo incedere quotidiano, c’è uno spazio per tutti. E deve esserci obbligatoriamente la libertà di esternare la propria opinione, racconta Luciana Passaro attraverso il Gay Pride che non vuol dire erotismo come documenta Lorenzo Cerrina, introducendoci alla fiera dell’eros dove a dare spettacolo, sono professioniste dello spogliarello e della trasgressione. Infine la fiaba orchesca satirica di Sandro Bini con un’impronta ironica e scanzonata che si contrappone con i tabù di Valeria Perini in cui ognuno è quello che vede e quello che sente anche nel suo doppio.

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