TABU’. CON IL SORRISO

PH Alessandro Comandini.

Un anno fa. Ero a Siena. Una telefonata di mia madre: “Torna, tuo padre non sta bene”.
Aveva avuto un infarto. Arresto cardiaco. Rianimazione. La ripresa. Poi una complicanza: un’infezione ossea. Gli antibiotici, l’immobilità a letto, il busto metallico da portare. Sempre.
La paura di perdere il proprio padre, la difficoltà di accettare che da quel giorno tutto sarebbe stato diverso. Il tabù della malattia, della morte, della fine dell’innocenza.

AUTORE ALESSANDRO COMANDINI

Ho iniziato a fotografare e a stampare presto, all’età di 12 anni. Fino all’avvento del digitale, ho lavorato prevalentemente in bianco e nero, con lavori di fotoreportage e ritratto.
Attualmente sto esplorando le potenzialità narrative e l’immediatezza della così detta “iphonography”, senza disdegnare la potenza evocativa delle vecchie fotocamere analogiche, nel piccolo e medio formato. Negli ultimi lavori sto cercando, con sguardo ironico e surreale, di interpretare la realtà del nostro tempo inquieto.

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