STRADA

Introduzione alle immagini

di Sabrina Ingrassia

Inquadratura e tempismo. Il fotografo di strada non può prescindere da queste lezioni elementari.

Il bianco coincide con la luce, il nero con l’ombra negli scatti di Alex Liverani che hanno un inquilino per ogni riquadro selezionato per raccontare la City per eccellenza, London, UK. Immagini senza cielo, alle quali risponde ZoeBE che sposa il sopra e il sotto, in un rimando di dettagli per geografie psicologiche e personali. Di nuovo Londra ispira il collage attraverso il quale Valentina Parisi s’interroga sulla definizione di una nuova strada, dalle immagini di altri che potrebbero e forse hanno abitato gli stessi luoghi cui tentiamo di trovare un senso.
Uscire allo scoperto è la prima regola dell’incontro, che espone il fotografo alle stesse sollecitazioni dell’ambiente che si appresta a documentare. Sono voci chiassose e pance strabordanti, sono maschere e icone quelle che trovano voce nel reportage di Vito Alagna. Sono persone che divengono personaggi di un immaginario apolide, fatto di zucchero filato, zebre e umani che hanno perduto la testa, scovati da Nino Cannizzaro. Sono gli impermeabili che vestono i nomadi contemporanei come corazze necessarie per affrontare le intemperie, le stesse che bagnano Giulia Madiai, la fotografa che ha percorso tutti i passi di una transumanza legata a un gregge di pecore.
Percorsi personali sono raccontati invece da Federica Campochiaro, attenta ad astrarre le visioni sul suo stesso quotidiano, e da Rosella Centanni, che inanella per immagini la sua ricerca spirituale.
Intento documentario muove il servizio di Andrea Carboni, curioso di capire quanto tempo serve a unire Grosseto a Fano e quanta strada ci separa dal 2050. Termina il numero, un’analisi di strada come concetto, in esplorazione dei suoi limiti: Luca Moretti confonde i confini dell’asfalto sulla sabbia e sperimenta l’arte del perdersi.

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