SPLEEN & LOFT

Dalla Rubrica Nouvelle Vague 
a cura di Tiziana Tommei


LOFT 52100
Dal 5 aprile scorso ha preso forma un progetto imprenditoriale intelligente e coraggioso: ‘Loft 52100. 2nd life objects’. Concept & design store dedicato all’arredamento e all’arte, nato dall’idea di Sara Mafucci e Serena Capponi, giovani direttrici di questo nuovo ed eclettico spazio, situato in via Cesalpino 19 ad Arezzo. Lo scorso 31 maggio ha inaugurato presso Loft 52100 l’esposizione fotografica di Luca de Pasquale, intitolata ‘Spleen. Melanconia’, in corso fino al 30 giugno 2014. La scelta di dare spazio a fotografi ed artisti emergenti, accogliendo i loro lavori tra gli oggetti e gli elementi d’arredo dislocati nel perimetro espositivo del luogo è culturalmente significativa e propositiva, sottendendo un modo d’intendere le molteplici forme d’ideazione e creazione d’arte, artigianato e design libero da sovrastrutture e categorie.
SPLEEN Melancona Luca de Pasquale
«La natura è un tempio ove pilastri vivi lasciano sfuggire a tratti confuse parole» 
C. Baudelaire, Corrispondenze, I fiori del male.
L’incipit baudelairiano è quanto mai parlante, anche nel titolo. Ma qui vogliamo cambiare registro, passando dai versi alla prosa. Così, come leggendo il romanzo di Lewis Carroll si è catapultati in un viaggio tra paradossi, illusioni e sovvertimento di logiche condivise, osservando fuggevolmente talune fotografie si può avvertire un senso di smarrimento e d’inadeguatezza. Questi è un fotografo incline a osservare con occhio interiore, capace a rendere introspettiva una visione desunta dalla realtà oggettiva. Silhouettes di paesaggi, bouquets fioriti e personaggi improbabili sono i soggetti delle immagini visionarie di Luca de Pasquale*. Tutto è trasporto in un linguaggio antinaturalistico, ora ridotto verso l’astrazione, ora in direzione decorativa, ora in chiave metafisica. È il mondo personale che sovverte quello circostante: la natura diviene arabesco e strati di cromie si sovrappongono a disegnare forme che evocano immagini pittoriche prima che fotografiche. La verità non è contemplata o restituita perché non intesa come entità conoscibile. I soggetti perdono ogni connotato umano per trasformarsi in animazioni oniriche, in cui la carne è sostituita da un contenitore fittizio a creare figure più fantasmiche che fiabesche. Sono cartoon inanimati, manichini senza tempo e storia, spazi e natura esautorati da ogni riferimento fenomenico. C’è un substrato comune alle immagini di Luca de Pasquale, una sorta di filo rosso che le unisce e che può essere definito come sentimento sofferto d’inappartenenza a ciò che è “fuori”, esterno, altro.
*Classe 1983, Luca de Pasquale studia arte e si specializza in Graphic Design. Dal 2003 inizia a lavorare come grafico pubblicitario ed editoriale, coltivando al contempo la passione per la fotografia, specialmente analogica. Nel 2012 si trasferisce in Toscana e l’anno successivo inaugura‘Luciferi Visionibus, laboratorio fotografico nel centro di Arezzo.
In mostra stampe fine art da pellicola ILFORD FP4, bianco e nero. Scatti realizzati con Hasselblad 1000f del 1956 e Yashica 124 g mat del 1982.

Versione PDF dell'ultimo numero sfogliabile e scaricabile