Sources of Vision > Valeria Pierini

Esagono dei segni-dalla serie babel

A cura di Diego Cicionesi

Quale romanzo, opera letteraria, cinematografica o musicale hanno inciso profondamente sulla tua identità, pensiero e visione del mondo?

Ho in mente una sorta di calderone da stregone pieno ricolmo di piccoli pezzi di un puzzle che riguarda tutto ciò che ho fruito negli anni. Tra questi spiccano (non sarò esaustiva, lo dichiaro) Oh the road di Keruac durante la gioventù, alcuni racconti, poesie, saggi di Borges (nel particolare, ma lui è il mio preferito in assoluto), Sylvia Plath, T.S. Eliot e Calvino. Nel cinema trovo affinità con Blow up e Il cielo sopra Berlino. Per quanto riguarda la musica, mia passione d’infanzia, suonata fino a che non ho deciso di prediligere la fotografia, ti faccio solo due nomi perché non ne usciremmo, uno italiano e uno no: Marlene Kuntz e Pj Harvey. Ultimamente, mi lascio ispirare molto dalla scienza, altra fissa che mi porto dietro da un po’.

This music crept by me upon the wathers-foto di scena-dalla serie requiem

Quale specifico passaggio, testo o brano musicale ti hanno cambiato e ispirato?

A perfect day Elise, Pj Harvey, per i suoni delle chitarre e la sessione ritmica. Penso che racchiude le tipicità che Harvey possiede tutt’ora, adoro il suo uso dei battiti di mani e del levare, l’essere scarna. Like a Rolling stone, Bob Dylan: ascoltarla da giovane è stato uno schiaffo in faccia. Tutto Il vile dei Marlene Kuntz decadente a più non posso, nei testi e nella musica. I Marlene sono finiti nel mio libro Tabula Rasa con L’uscita di scena, insieme a Le nostre ore contate dei Massimo Volume e le Lezioni Americane di Calvino. Soliloquio della solipsista di Sylvia Plath è diventata un omonimo progetto, le danze notturne sono su Sul (tuo) corpo; La biblioteca di Babele di Borges è diventato Babel.

‘Aprile è il mese più crudele generando lillà da terra morta mischiando memoria e desiderio’, ‘these music crept by me upon the water’ (questo secondo sarebbe una citazione della ‘tempesta’ di Shakespeare), sono i versi della Terra Desolata di Eliot e anche qui il secondo mi è finito nel portfolio (Requiem). (Ride)

Post krieg-studio-dalla serie tabula rasa

In che modo hanno inciso, da lì in poi, nel tuo lavoro di fotografo?

Penso che un creativo non possa prescindere dalla conoscenza e dalla curiosità. Non si vive di illuminazione, bisogna alimentare il proprio fuoco segreto. Il mio attaccamento alla letteratura credo che sia dovuto al fatto che essa è il modo con cui si costruisce e tramanda la conoscenza dai tempi dei miti al tempo della scienza. E’ super partes, riguarda qualsiasi forma dello scibile e non penso si possa prescindere da essa.

Questi stimoli sono una costante: raramente l’ispirazione viene dalla fotografia quanto piuttosto da intuizioni o bisogni di interagire con un tema. Le ispirazioni fotografiche, vengono in sede di studio. Penso che possiamo anche produrre opere ‘asettiche’, ma il bisogno che ci muove ha a che fare con qualcosa di molto personale, a meno che sono si sia ruffiani. Scelgo un tema quando mi affascina, non guardo cosa va di moda, mi prende il prurito ad assecondare le ondate del momento. Non mi piace accondiscendere a certe logiche sciocchine del mondo dell’arte e della fotografia, io esisto lo stesso perché non c’è distacco tra cosa sono e il mio lavoro, esso è un modo per definirmi, il mio modo di stare al mondo.

Nothing will ever be the samesimbiosi-dalla serie soliloquio di una solipsista

 

Valeria Pierini (Assisi, 1984) è un artista fotografa che vive a Perugia.
Di formazione umanistica, prima di dedicarsi alla fotografia studia musica per diversi anni.
La sua ricerca artistica si muove traendo ispirazione dalla letteratura e dalla filosofia. Le immagini per lei sono una possibilità di vedere e raccontare. Spesso i suoi lavori nascono dall’incontro e dall’intervento di terzi soggetti che tramite lo storytelling forniscono le sceneggiature sulle quali poi scattare le foto. La musica le è rimasta addosso, è la sua sintassi, il modo di costruire e avvicinare le immagini, è nel suono dei titoli dei suoi lavori.
Ha esposto in numerose collettive e personali in Italia e all’estero, tiene corsi e workshop in associazioni e scuole e i suoi lavori sono stati selezionati in molti concorsi e festival nonché ampiamente pubblicati. ‘Tabula rasa’ è il suo primo libro, uscito nel 2016, seguito nel 2018 da ‘topografia di una storia’ pubblicazione sull’omonimo site specificrealizzato a Foligno e uscito per Add-art edizioni. www.valeriapierini.it

Danze notturne-dalla serie sul (tuo corpo)Cruel nature as won again-requiem

Versione PDF dell'ultimo numero sfogliabile e scaricabile