Sources of Vision – Agata Katia Lo Coco

Sources of Vision – a cura di Diego Cicionesi

mare-luce

Quale romanzo, opera letteraria, cinematografica o musicale hanno inciso profondamente sulla tua identità, pensiero o visione del mondo?

L’osservazione a ritroso nel tempo, mi porta ad identificare più che l’elemento chiave, il momento
di svolta nel mio percorso di fotografa, grazie ad una intensissima opera cinematografica: “Into theWild” di Sean Penn. Il film, uscito nel 2008, ricco di citazioni letterarie e di libri, che il protagonista legge, è un viaggio fisico e dell’anima. In particolare, le inquadrature, la luce, i paesaggi di “Into the wild”, in sintesi la bellezza della fotografia del film, mi hanno rapita. La comprensione del sé, che inizialmente sembra una fuga dal mondo/sistema, da parte di Alex, il giovane attore può avvenire soltanto con il silenzio e ascoltando intimamente la Natura, che è cassa di risonanza dell’io interiore. Nel film questo processo-viaggio, metafora della vita è estremo, forte e grazie a queste caratteristiche ha inciso considerevolmente in me, tanto da essere diventato, ad un certo momento, della mia vita, una svolta per la mia visione del mondo.

albero fiorito

Quale specifico passaggio, testo o brano musicale ti hanno cambiato e ispirato?

“C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso”.

dalla grotta

In che modo hanno inciso, da lì in poi, nel tuo lavoro di fotografo?

Nella mia direzione visuale, il tema dominante è sempre stato il paesaggio naturale e urbano, che è stato rinforzato dalla matrice del “viaggio-vita” del film che cito. In effetti, l’attesa della luce migliore, l’andare, il movimento in direzione di un orizzonte nuovo, sono per me momenti di conoscenza di sé attraverso il mondo fuori, al di là del già noto. Il movimento è fondamentale, condividendo un pensiero di Ferdinando Scianna, “le fotografie si fanno coi piedi”. Quando seguo questa nuova rotta, allora sì che riesco a vedere con occhi nuovi, quello che ho dentro e che vibra col mondo attorno per risonanza. E’ un atto di scoperta sorprendente. Vedere è nutrirsi della bellezza armonica della natura. Ho compreso che regnano la semplicità e l’essenzialità nello stato naturale, per questo motivo prediligo il minimalismo visivo: una sorta di semplificazione della complessità. La fotografia è un linguaggio che impone di esserci nel qui e nell’ora, nell’istante di ogni scatto che vivo.

piedi

Agata Katia Lo Coco, nasce a Palermo, si laurea con una tesi in cinema su Almodòvar, al DAMS.
Fotografa dal quando aveva 10 anni. Vive in movimento. Si dedica a reportages sociali.
La sua formazione multiculturale è rilevante nel definire la sua identità fotografica. L’aver vissuto a Barcellona si ripercuote nelle sue fotografie per il linguaggio estetico minimalista, giocando con la geometria delle ombre, la luce, i materiali. Agata usa la tecnica di desaturazione del colore e  chiarezza.

locomozioni

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