ROBERT CAPA. LA REALTA’ DI FRONTE.

Introduzione alla mostra “Robert Capa. La realtà di fronte”
presso Passariano di Codroipo (UD), Villa Manin,
dal 20 Ottobre 2013 al 2 Febbraio 2014.

Recensione e fotografie a cura di Luigi Torreggiani

“Se le tue foto non sono abbastanza buone vuol dire che non eri abbastanza vicino”. Questa celebre frase di Robert Capa campeggia più volte nelle sale di Villa Manin di Passariano (UD), sede della grande retrospettiva dedicata al fotoreporter cofondatore dell’agenzia Magnum Photos. Una frase che raccoglie in poche parole il senso profondo del fare fotografia di Capa: essere dentro all’evento, fisicamente di fronte o di fianco ai protagonisti, sempre molto, molto vicino, anche dal punto di vista umano. Alcune frasi di John Steinbeck, scrittore amico di Capa, riassumono pienamente la visione del fotografo: “Le sue foto non sono incidenti, l’emozione che contengono non arriva per caso. Capa era in grado di fotografare il movimento, l’allegria e lo sconforto. Era in grado di fotografare il pensiero”; e ancora: “Poteva mostrare l’orrore di un intero popolo attraverso il viso di un bambino, la sua macchina coglieva l’emozione e la tratteneva: l’opera di Capa è in se stessa fotografia di un grande cuore e di un’empatia irresistibile”. Non a caso a colpire in particolar modo sono gli occhi dei soggetti fotografati. Fin dai primi reportage di un Capa assistente in uno studio berlinese e per nulla noto nell’ambito del fotogiornalismo mondiale, si intuisce la volontà, la vocazione, a vivere la realtà fotografata in prima persona, immergendosi pienamente negli eventi e cogliendo lo stato d’animo delle persone: “Ama la gente e faglielo sapere”, ecco un’altra massima del fotografo. Gli occhi e gli eventi, per un fotogiornalismo delle origini, oggettivo ma umano, descrittivo ma empatico. Gli occhi gelidi di un soldato tedesco catturato contrapposti a quelli duri, fieri e beffardi di un pilota americano che ha fatto collezione di avversari abbattuti in volo. Quelli spalancati dal terrore di una ragazzina e della sua bambola sotto i bombardamenti e quelli persi nel vuoto, occlusi di propaganda, di un bambino-soldato cinese. Gli eventi in grado di cambiare la storia, come lo sbarco delle truppe alleate in Normandia con Capa, unico fotografo a documentare l’evento, immerso nelle acque dell’oceano con i soldati: foto mosse, sporche, eccitate, frettolose e grandiose, proprio come quegli attimi. La mostra ripercorre con oltre 180 immagini tutta la breve vita del fotografo, celebrando, grazie ad un’ampia sala dedicata, anche il suo lavoro di operatore video oltre che di regista e di fotografo di scena. Quest’ultima parte, tra cui spiccano le foto di Riso Amaro, insieme a quella più intima con le immagini scattate agli amici, tra cui Picasso, Matisse, Hemingway ed Humphrey Bogart, completano il racconto della vita fotografica di Capa tracciando un filo in grado di unire i 70.000 negativi collezionati in poco più di 20 anni: la fotografia come strumento per raccontare due realtà: quella che si vede e quella che si sente, l’evento e la sua carica emotiva, l’uomo e la sua anima in balìa del tempo e della storia.

Luigi Torreggiani
Dottore forestale e giornalista pubblicista, lavora principalmente nella Redazione delle riviste “Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi” e “Top Life Magazine”. E’ appassionato di scrittura, fotografia, montagna, libri e buon vino. Cura il Blog “Scrivere & Fotografare” – www.scriverefotografare.com

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