RITRATTO: FOTOGRAFIA FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA.

Introduzione al FOTOGRAFIA FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA 2014 “PORTRAIT”
Macro, Roma  27 Settembre 2014 – 11 Gennaio 2015

Recensione a cura di Diego Cicionesi

Il ritratto è sicuramente la disciplina più antica dell’arte fotografica proprio per il fatto di derivare dalla pittura che, nella classicità lo prevedeva come una sua specifica e nobile attività. Questo è il tema dell’ VIII Festival Internazionale della Fotografia di Roma, che si tiene presso i locali del Macro fino all’11 Gennaio 2015. L’esposizione ispira decine di altri temi correlati, trasversali e di grandissimo rilievo. La sfida di questo evento è comprendere come conciliare la condizione di staticità e lentezza che il ritratto impone (sia del soggetto ritratto sia del fotografo, il quale entra gradualmente in “sintonia” con il modello) e l’attuale velocità e immediatezza di fruizione delle fotografie. Sicuramente oggi più che mai il ritratto fa emergere quanto è importante la progettazione, il processo che porta a definire una serie d’immagini collegate tra loro da un comune denominatore. Ritratto in tutte le sue declinazioni, che sempre più coinvolgono attivamente lo spettatore: l’immagine si riflette in chi lo guarda generando visioni sempre nuove, sempre diverse, risposte soggettive e mutevoli. Troviamo progetti in cui si evidenzia la serialità delle immagini, ritratti collettivi, individuali, selfportrait. Una rappresentazione di persone comuni, figlie di un’ordinaria quotidianità, dalle cui espressioni e atteggiamenti si cerca di ricavare un messaggio universale. E’ importante notare come si cerchi di trovare un alleato nella tecnica (uso frequente del bianco e nero e condizioni di ripresa/stampa assolutamente uniformi) allo scopo di eliminare la dimensione temporale. Difficile accennare sinteticamente a ogni singola esposizione perché questo rischia di limitarne i contenuti. In questa circostanza, parlerò di due mostre in modo più approfondito.

ASYLUM OF THE BIRDS – Rogen Ballen.
“Asylum of the birds”
è il titolo che il fotografo Roger Ballen ha scelto per riunire le sue opere più recenti. Credo che il suo lavoro, testimoniato da un libro d’immagini e da un “necessario” video che illustra il suo progetto, sia una delle cose più sconvolgenti viste recentemente. Può sembrare un reportage che indaga nei sobborghi di Johannesburg, in un mondo variegato dove uomini e animali coesistono. Un ritratto di singoli uomini, raffigurati insieme a elementi che apparirebbero in un primo momento decori e strumenti scenografici. Invece questa rappresentazione evoca immagini simboliche in cui s’incontrano cielo e terra, vita e morte, paradiso e inferno. La convivenza di opposti scatena in chi guarda la possibilità di azzerare il pensiero e di regredire a qualcosa di primordiale, di subconscio, in quel mondo della psiche dove ci si ferma ben prima della ragione e dove è l’immagine che regna. Sollevandosi dal tema, si comprende ancora una volta di più come la fotografia sappia “confondere” le nostre menti, rendendo apparentemente possibile ciò che non è, oppure interrogandoci su un documento reale, e facendoci credere che questo sia una mera costruzione, arrivando a sospendere il pensiero e la razionalità, per approdare a una parte sconosciuta della nostra mente. http://www.asylumofthebirds.com

LUOGHI COMUNI di Nicolò Degiorgis – Gianfranco Gallucci – Guido Gazzilli.
Anche in questo eccellente lavoro si parte dal quotidiano e dalla cronaca. L’immigrazione in Italia offre decine di argomenti di varia connotazione, legati spesso alla tragicità dell’ingresso in Italia di profughi e fuggiaschi e di situazioni di vita precarie all’interno del nostro paese. Il progetto nella sua articolazione parte dal compito più nobile della fotografia, quello di porre domande, partendo dalla constatazione della grandissima diffusione e accessibilità dell’immagine ai tempi del digitale e dei social network. Torna fondamentale la posizione “politica” di chi scatta nel momento in cui decide CHI ritrarre e COME ritrarlo. I tre fotografi hanno scelto di raccontare, dalla loro prospettiva, un fenomeno di larga scala, cercando di ritrovare il vero significato etimologico della parola “ritrarre”, “re-trahere” cioè tirare fuori. Quello che ci propongono è qualcosa di diverso da un semplice documento, è qualcosa che ci fornisce una chiave di lettura, che ci fa riflettere. Emergono scenari diversi da quelli cui i mass media ci hanno abituato, vediamo questi uomini venuti da lontano inseriti all’interno di una comunità, di un ambiente e di una situazione sociale, finalmente diverso da quello che ci aspetteremmo di vedere.

Diego  Cicionesi
Innamorato da sempre della fotografia, ho ripreso dopo una lunga inattività solo qualche anno fa con un nuovo e totale approccio al mondo digitale. Sono membro della DIERRE FOTOGRAFI, società con la quale mi occupo professionalmente di eventi e cerimonie, rappresentati in stile reportage con contaminazioni ritratto e fashion. Collaboro con l’Associazione Deaphoto per i corsi di Ritratto in studio e Street Photography e partecipo assieme ai membri dello staff agli eventi organizzati sul territorio. Individualmente studio i paesaggi urbani con predilezione per la foto di strada e le ambientazioni portuali, in una scelta compositiva geometrica e tendenzialmente minimalista. Sono attratto dalle reciproche relazioni tra fotografia e psicologia e studio l’interazione tra soggettività, interiorità ed spazi urbani. Vivo con curiosità ed un po’ di caos tutte le cose della mia vita, integrando il medium visivo con letture di ogni genere e musica, prediligendo il jazz. L’essenza del mio vivere si concretizza nei viaggi, di qualsiasi durata e distanza.

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