RITO. LUNA DI FIELE

PH Michela Mariani
Luna di Fiele nasce dall’esigenza di liberazione da cariche di affetto bloccato e dal peso di eventi traumatici. Attraverso la performance in primis, passando per la fotografia e l’installazione, ho cercato di rivivere per poi liberarmi di un’esperienza dolorosa che, se non esplicitata, avrebbe continuato a far sentire la sua presenza nella vita. Tutto il progetto diventa così un rituale in cui il dolore prende corpo cercando la vittoria su se stesso. L’opera si svolge in tre atti o movimenti realizzati nell’arco di tempo di 3 anni.
Movimento 1 : dell’ Amore
Durante un’azione in cui indosso l’abito da sposa che avrei dovuto vestire nel mio progetto d’amore e di vita ho realizzato una serie di autoscatti come testimonianza di questa esperienza mai vissuta. Attraverso questa messa in scena, indossando il mio abito e vivendo il mio dolore psichico, ho cercato una strada per intervenire su di esso e riscattarmi… Una sorta di “azione sentimentale” in cui l’io si fa fenomeno e spettacolo narrando di sé a se stesso e agli altri.
Movimento Il : della Decostruzione
Le immagini di questa azione vengono immerse in barattoli contenenti una sostanza liquida che può sembrare a prima vista miele per colore e consistenza. Si tratta in realtà di fiele, di bile, un liquido organico prodotto dall’organismo quando si prova rabbia e dolore. Una secrezione organica acida e amara che nel tempo corrode le immagini fino a decomporle e a farle scomparire. In un processo di lacerazione, di corrosione, di smembramento, le immagini diventano corpo della decostruzione del dolore nel tempo.
Movimento III : della Cura o Riappropriazione della Vita
In questa nuova ed ultima parte del progetto il mio abito da sposa viene impregnato di miele e lasciato in esposizione a “rigenerarsi”. Il miele, oltre ad essere molto importante nella mia storia personale, veniva usato fin dall’antichità e in diverse culture come cura per le ferite. A questa sostanza vengono attribuite proprietà sia magiche che curative, lenitive e terapeutiche. Un’esperienza di rinascita, una speranza di riappropriazione dell’amore e della vita nella relazione tra operare artistico e resurrezione dell’anima. Un rituale catartico che coinvolge arte e vita.
Voglio essere padrona dei mie guai – Louise Bourgeois


AUTORE Michela Mariani
Michela Mariani nasce a Cesena nel 1977. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove si laurea con il massimo dei voti con una tesi in Estetica. Durante gli Studi Universitari partecipa a vari workshop di ripresa fotografica e stampa in bianco e nero Fine-Art presso studi di vari fotografi professionisti e si classifica in diversi concorsi fotografici. Subito dopo la Laurea frequenta un Master di Fotografia Pubblicitaria in Moda, Still-Life e Fotoritocco Digitale presso l’Istituto John Kaverdash School di Milano. Continua oggi la sua attività professionale come fotografa Free-Lance collaborando con Riviste, Aziende e Studi di Comunicazione. Contemporaneamente sviluppa il proprio percorso di ricerca artistica partecipando a vari concorsi ed esposizioni. Dal 2008 Michela Mariani è inoltre docente di Fotografia presso l’Accademia Romagna di Cesena e dal 2016 presso l’Aula Monty Banks di Cesena.

 

 

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