(R)ESISTENZE A MILANO

Introduzione alla mostra “(r)esistenze, milan urban stories”
dal 4 marzo al 22 aprile 2014Fondazione Corrente, Milano.
Recensione a cura di Davide Tatti

Con il termine “(r)esistenze” il critico di fotografia Roberto Mutti e l’architetto Jacopo Muzio, raccolgono per questa mostra alla Fondazione Corrente un gruppo di fotografi e i loro lavori più recenti realizzati a Milano: resistenze è plurale perché le modalità di fare fronte alla crisi economica attuale sono diversificate, la lettera “r” è fra parentesi per sottolineare che l’azione di resistere è preceduta da quella di esistere. In altre occasioni la Fondazione Corrente ha dato spazio alla fotografia sull’indagine del territorio di Milano, ma questa volta i temi sono centrati, non tanto sulla conoscenza degli insediamenti urbani nuovi, rinnovati o marginali, ma piuttosto sul territorio pubblico inteso come “bene comune” e come terreno di relazione fra comunità differenti, che possono conoscersi reciprocamente, mostrando le proprie qualità. In INNSE di Laura Larmo gli spazi delle proteste sindacali si contrappongono a quelli usati per momenti di intimità personale, come in Baci a Milano di Graziano Perotti; i piccoli gruppi culturali, aperti alle sollecitazioni del contesto come la libreria il mio libro, fotografata da Stefania Ciocca, trovano una contropartita nella stanza dell’affettività del carcere di Bollate documentato da Isabella Balena, dove il luogo di reclusione e isolamento si trasforma in accoglienza. Le aree concentriche della città, dal centro alle periferie, sono segnalate da tre simboli dell’attività economica milanese: quella turistica e commerciale si ritrova nella foto critical mass di Flavia Faranda, in cui la storica Galleria Vittorio Emanuele viene attraversata da un’anomala “ronda” di biciclette; le foto di Virgilio Carniso si soffermano invece sui gruppi e le folle che attraversano, senza usufruirne, i quartieri ridefiniti dalla più recente architettura di lusso, come il Centro Direzionale Garibaldi, composto da interi grattaceli destinati al settore finanziario e burocratico; l’anello più estremo trova spazio nell’analisi dei gruppi di lavoro che si dedicano all’ agricoltura, in particolare nel parchi agricoli a sud del comune, che Claudio Argentiero descrive  nel progetto Confini rurali. Fuoriescono dai limiti della narratività, in cui sono inscritte le altre immagini fotografiche, i progetti di Silvia Amodio e Francesco Fei. Amodio, unica a non inserirsi nel tema su Milano,  riproduce dei documenti di identità, ovvero i “pass” previsti obbligatoriamente per le popolazioni nere in Sudafrica, tra i quali ha inserito anche quello della scrittrice Sindiwe Magona; le foto sono riportate su contenitori retroilluminati, strumento formale che serve per attribuire valore all’identità fisica e spirituale a persone che sono istituzionalmente discriminate. Francesco Fei, realizzando un video con inquadrature tipiche della fotografia di paesaggio, riflette e mette a confronto il cantiere del Centro direzionale Garibaldi con il vicino Cimitero Monumentale: da questo dialogo il cantiere appare come un momento di costruzione senza scopo, “morto”, mentre il cimitero si caratterizza come ambiente animato e abitato dalle statue che si fanno presenze vive, (in rete: http://www.francescofei.com/#monumentale ). Sono presenti in mostra altre foto di Uliano Lucas, Toni Nicolini, Roberto Rognoni, Carlo Rotondo e il progetto di Giovanni Rubino farememoria. La Fondazione Corrente è attiva dal 1978, per opera dell’artista Ernesto Treccani (1920-2009) e di Lidia De Grada Treccani con altri artisti e intellettuali che ne condividevano l’iniziativa come Vittorio Sereni. La Fondazione e lo studio di Treccani sono ubicati nello stesso edificio che fu anche abitazione della famiglia. Le stanze del piano superiore ospitano un’ampia collezione di dipinti, grafica, scultura e la stanza che contiene i materiali di lavoro di Treccani.

DavideTatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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