RENÉ BURRI E FERDINANDO SCIANNA A VENEZIA

RENÉ BURRI “UTOPIA”

FERDINANDO SCIANNA “IL GHETTO DI VENEZIA 500 ANNI DOPO”

VENEZIA – CASA DEI TRE OCI (ISOLA DELLA GIUDECCA) – 26/08/2016 – 08/01/2017

A cura di Elisa Heusch

1 - Scianna

Dal 26 agosto 2016 all’8 gennaio 2017 le sale dello spazio veneziano sull’isola della Giudecca ospitano le due rassegne “René Burri. Utopia” e “Ferdinando Scianna. Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo”. Sono presentati due progetti espositivi autonomi: da un lato oltre 100 immagini di René Burri, dedicate all’architettura, con scatti di famosi edifici e ritratti di architetti, distribuite tra pianterreno e piano nobile, e dall’altro oltre 50 fotografie inedite di Ferdinando Scianna, che concludono la mostra al 2° piano.

“Utopia” di René Burri, curata da Michael Koetzle, si tiene in contemporanea con la Biennale di Architettura 2016 e si inserisce all’interno di una prospettiva di trasformazione storico-politica e culturale; Burri infatti concepiva l’architettura come una vera e propria operazione sociale e politica, che lo ha spinto a viaggiare non solo in Europa ma anche in Medioriente, Asia e America latina sulle tracce dei grandi architetti del XX secolo, come Le Corbusier, Oscar Niemeyer, Renzo Piano, o Richard Meier. Egli ha sempre cercato, attraverso le sue immagini, di seguire gli enormi cambiamenti sociali verificatisi negli ultimi decenni in tutti gli ambiti artistici, architettura in primis. In “Utopia” si trovano i ritratti di questi architetti e le loro famose costruzioni, con l’aggiunta di immagini di importanti eventi storici, come ad esempio la caduta del muro di Berlino o le proteste di piazza Tienanmen a Pechino nel 1989.

L’ultimo piano della Casa dei Tre Oci è invece dedicato a Ferdinando Scianna, uno dei più importanti fotografi italiani. L’esposizione è realizzata da Civita Tre Venezie: in occasione dei 500 anni dalla nascita del Ghetto ebraico di Venezia (che risale al 29 marzo 1516) la Fondazione di Venezia ha avviato una sorta di ricognizione fotografica per raccontare la dimensione contemporanea del Ghetto. Scianna ha raccolto immagini inerenti la vita quotidiana del Ghetto, comprensive di ritratti, architetture ed interni di abitazioni, realizzando un reportage fotografico in stile Street Photography. Nella sua narrazione va segnalata una dimensione simbolica e rituale intrinsecamente correlata ai gesti e ai luoghi, quali chiese, ristoranti e campi. Il curatore Denis Curti ha sottolineato come Scianna sia riuscito a costruire un “racconto delicato”, dando forma a una memoria collettiva, ma distinguendo allo stesso tempo singole storie che fanno parte di una vicenda che resterà indelebile. I ritratti compongono un complesso mosaico che Curti definisce “il linguaggio degli affetti”, attraverso cui l’osservatore riesce ad orientarsi. La mostra “Il Ghetto di Venezia 500 anni dopo” sarà accompagnata da un catalogo in italiano e in inglese composto da testi di Donatella Calabi, Denis Curti, Paolo Gnignati, e lo stesso Scianna.

 Elisa Heusch – Nata e cresciuta a Livorno (classe 1981), ha conseguito la laurea in Scienze Giuridiche all’Università di Pisa, e proprio durante gli anni del percorso universitario ha cominciato ad appassionarsi all’arte fotografica. Dopo aver frequentato corsi di fotografia e postproduzione nella sua città, partecipa ad alcune esposizioni collettive in locali di Livorno e di Viareggio, ma la vera svolta arriva quando parte per il Messico per lavorare un anno come fotografa in strutture turistiche, esperienza che la cambia e le apre nuovi orizzonti. Tornata in Italia si iscrive alla scuola internazionale di fotografia APAB di Firenze, che sta tutt’ora frequentando insieme ad uno stage, appassionandosi maggiormente al ritratto ambientato, al reportage, e ad alcuni aspetti dello still life come la Food Photography. Fa parte dell’Associazione FotoClub Nove di Livorno (Circolo associato FIAF) dal marzo 2013 ed è iscritta alla FIAF dal gennaio 2014.

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