PRE.Editoriale

di Guendalina Barchielli


Precotto, preconfezionato, prepagato, prefabbricato, preincartato, prestampato. Ma anche preferire, pregustare e precorrere. In tre lettere tutto e il contrario di tutto.

La “speme e la gioia”, l’eccitazione e la paura che ci separano dai momenti importanti, dalle piccole grandi imprese del nostro quotidiano, rischiano di cadere sotto i colpi della frenesia del contemporaneo, dissolte nell’acido di una “vita liquida”, che brucia esperienze, relazioni e prodotti nel più breve tempo possibile. Si cerca di imporre il dominio del “fatto prima”, già pronto per essere esaurito, sulla condivisione del momento che ci separa da ciò che aspettiamo. Non si pregusta il tempo prezioso sospeso tra il desiderare e l’ottenere, il “prima” e il “dopo” si perdono nell’accadere.

Oggi che le attese non piacciono più, diventa un atto dovuto restituire centralità e dignità a tutto ciò che segna lo scorrere del tempo, a quel grumo di emozioni e sensazioni che, in un’ondivaga corrente, ci fa muovere tra la paura e il sorriso.

In questo numero vogliamo invitarvi a riscoprire la magia e la tensione che accompagnano la “preparazione” di qualcosa, perché i momenti che meritano di essere immortalati vanno prima assaporati.

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