PELLEGRIN E RUBINFIEN AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA – FOTOGRAFIA

Introduzione alle mostre “Another Country” di Paolo Pellegrin
e “Wounded Cities” di Leo Rubinfien. Dal
5 ottobre all’ 8 dicembre 2013
presso Fotografia – Festival Internazionale di Roma al MACRO.

Recensione e fotografie a cura di Diego Cicionesi


Continua a Roma fino all’8 dicembre, nella splendida e funzionale cornice del MACRO (Museo di Arte Contemporanea) il Festival Internazionale di Fotografia. Il tema di quest’anno Vacatio ha contribuito tramite gli scatti di grandi artisti, ad interrogarci sul periodo storico che stiamo vivendo, sottolineando il vuoto e l’assenza, per interpretare il nuovo atto di fotografare alla luce delle nuove tecnologie e riflettendo sul concetto di sottrazione. Due artisti, espressione vincente dell’attuale modo di fare reportage, si sono cimentati ed hanno presentato opere di grande impatto emotivo e di alta risonanza socio-politica. Paolo Pellegrin con Another Country si è soffermato sulla vita quotidiana negli Stati Uniti arrivando fino ai confini con il Messico, dove la popolazione affronta con diverse modalità il quotidiano assalto alle frontiere di immigrati provenienti dal centroamerica. Protagoniste delle foto sono quelle aree lasciate ai margini di una società che si definisce esportatrice di democrazia, in cui vige la legge della giustizia personale, in una escalation spaventosa di violenza ed uso indiscriminato delle armi. Nelle foto americane di Pellegrin l’assenza consiste nell’ enorme vuoto che c’è tra politica e cittadini. Questo vuoto viene “colmato” attraverso una cultura di sorveglianza che sfocia nel totale controllo da parte delle istituzioni sui rapporti personali tra i cittadini. Leo Rubinfien in Wounded Cities ha magistralmente interpretato il moderno ruolo del reporter, che, seppur in prossimità di scenari di grande rilevanza ed attualità (World Trade Center, Ground Zero), ha indagato sul perimetro della tragedia, esplorando negli sguardi dei cittadini dei quartieri attigui la profonda crisi, lo smarrimento ed il vuoto che sono cresciuti a breve distanza dall’attentato dell’ 11 settembre. Da questa esperienza è nato un libro che coniuga immagini e racconti, raccolti dalle persone che questa esperienza l’hanno vissuta. Emerge, in uno scenario di smarrimento e di desolazione, un senso di angoscia, rabbia ed innocenza perduta, raccolte attraverso la coerente opera dell’autore che ha saputo dare nuova voce alla memoria individuale.

Diego Cicionesi
Innamorato da sempre della fotografia, ho ripreso dopo una lunga inattività con un nuovo e totale approccio al mondo digitale. Sono membro della DIERRE FOTOGRAFI, società con la quale mi occupo professionalmente di eventi, cerimonie e reportage. Collaboro con l’Associazione Deaphoto per i corsi di Ritratto in studio e Street Photography e partecipo assieme ai membri dello staff agli eventi organizzati sul territorio. Individualmente studio i paesaggi urbani con predilezione per la foto di strada, in una scelta compositiva geometrica e tendenzialmente minimalista. Sono attratto dalle reciproche relazioni tra fotografia e psicologia e studio l’interazione tra soggettività e spazi urbani. Vivo con curiosità ed un po’ di caos tutte le cose della mia vita, integrando il medium visivo con letture di ogni genere e musica, prediligendo il jazz. L’essenza del mio vivere si concretizza nei viaggi, di qualsiasi durata e distanza.

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