Oyster di Marco Marzocchi

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A cura di Tina Miglietta

“Il mondo è un’ostrica, chiusa nel suo guscio. Ti piace il sapore, ma non ne sopporti l’odore.”
Oyster, canzone degli anni ’90 di Jawbreaker, dà il titolo al libro fotografico di Marco Marzocchi.
Un libro in cui l’arte della fotografia è strumento di un progetto ben più ampio: ricercare nel passato la propria storia familiare, perdonare, rinascere e chiudere finalmente un cerchio che avvenimenti tragici avevano spezzato.

Oyster è un diario visivo che abbraccia un tempo molto lungo, che ha preso vita dopo un lungo lavoro durato una decina di anni: un’accurata selezione di foto di archivio unite ad immagini nuove.
Marco Marzocchi, fotografo ferrarese, viene da un passato familiare non semplice: i suoi genitori si erano separati quando lui aveva solo sei anni ed entrambi sono poi morti giovani dopo aver vissuto esperienze di droga, tossicodipendenza e carcere.
Quale migliore aiuto della fotografia per mettere in ordine determinati avvenimenti, per cercare di accettare punti interrogativi irrisolti e per venire a patti col proprio passato?
Come un’ostrica, tutto racchiuso dentro, con intorno un odore insopportabile.
Come un’ouroboros, il serpente attorcigliato su se stesso, che rassomiglia ad un cerchio che si chiude e che è stato scelto come calzante immagine di copertina.
Marco racconta che non ha avuto modo di conoscere i suoi genitori in maniera profonda, che non sapeva molte cose di loro e che comporre la loro storia per immagini gli è stato indispensabile per comprendere se stesso.
“Ad una certa età”, racconta, “è necessario confrontarsi con i propri genitori, come se fosse un passaggio di testimone, per poter dire: ‘per me voi siete stati questo, per me voi siete questo’, facendo anche i conti con le risposte che non avrò mai”
L’idea del progetto è nata durante un workshop a Parigi, anche se l’idea del libro era ancora lontana.

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E’ solo dopo la vittoria del Gomma Grant nel 2017 che Marco viene contattato dalla casa editrice VOID e da quel momento tutto prende una forma diversa. Forma diversa da quella pensata, un formato ed un impaginato particolare, il solo che potesse rappresentare al meglio la natura del progetto: un ritorno al passato per poi proseguire in avanti in modo più sereno.
Ecco così la composizione delle 84 pagine di Oyster in un unico pezzo a leporello della lunghezza di ben dodici metri. Materiale di archivio e foto personali combinate insieme come a formare una lunga fisarmonica con cui Marco offre al pubblico la propria intima storia di sofferenza, perdono e riappacificazione col passato.
Oyster è acquistabile sul sito della casa editrice VOID al link www.void.photo , mentre notizie dettagliate sull’autore e sui suoi lavori sono sul suo sito personale www.marcomarzocchi.com .
Tutto ciò è stato il tema della trasmissione radiofonica Parole di Luce, andata in onda il 20 novembre scorso, condotta da Sandro Bini e Niccolò Vonci e a cura di Novaradio e Associazione Culturale Deaphoto.

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Marco Marzocchi nasce a Ferrara nel 1974

La sua fotografia è caratterizzata dalla ricerca delle persone, atmosfere e luoghi del passato che vengono mixati con il presente per meglio definirlo e per dare un senso ad esso. La bellezza intrinseca nella semplicità di ogni giorno e nei piccoli dettagli che nascondono gioia, paura, timore: elementi che vengono combinati per dare vita a un poema.
Il racconto di una storia estremamente personale e autobiografica, affrontata a volte con urgenza e altre volte con ricerche pazienti. Un continuo lavoro che alterna impulsività a razionalità, sia nello shooting che nell’editing. Ogni cosa è ricondotta a una narrazione che è sia introspettiva che aperta al mondo circostante in una successione di domande e di risposte e poi ancora domande per dare significato alle profonde dinamiche degli avvenimenti del passato, all’amore, alla fotografia stessa.
Tra i diversi premi e riconoscimenti, il Gomma Grant nel 2017, il Premio Tabò per Portfolio/ Fotoleggendo 2018, Urbanautica Institute Awards nel 2018 ed Emerging Talents Rome/ Festival di fotografia emergente 2018. I suoi lavori sono stati pubblicati su British Journal of Photography, Phases Magazine, GUP MAgazine, Float Magazine ed altre testate importanti

Il suo primo libro “Oyster” è stato pubblicato da VOID nel 2019.

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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