OPPOSTO. LA STANZA

PH Alessandro Landozzi

Mi sono trovato in questo piccolo salotto di una vecchia casa nel cuore di quella Firenze che dell’oltrarno ne ha fatto vanto, un’identità cittadina che in passato si è contrapposta alla sua stessa identità di città storica. Ho sentito la necessità di dover testimoniare fotograficamente quella che mi è sembrata la stanza chiusa al pubblico di un museo ormai in disuso e destinato al disfacimento, che non ha mai avuto visitatori ma solo disattenti ma gelosi custodi di se stessi. Brevi frammenti visivi, sensazioni di vita ripetutamente quotidiana da poco svanita sia nella presenza umana sia nell’arredo, quasi del tutto gettato via per fare posto a lavori di radicale ristrutturazione. Un dietro le quinte opposto per eccellenza al palcoscenico, dove si è consumata la medesima trama che ha solo ingiallito i muri. Non ha mai voluto applausi e non ha svelato a nessuno il finale. Quadri che fungevano da scenografia e che ora hanno lasciato un vuoto temporaneo inesorabilmente uguale sulle opposte pareti, un lampadario che ha esaurito il suo compito e non illuminerà più i quattro angoli della stanza equamente divisi tra intonaco scrostato e quello ancora integro ma spento. Subito dopo la mia attenzione è stata attirata dall’unico quadro ancora presente, l’unico che per distrazione forse non è stato gettato via. L’arte, o meglio una sua copia, mi svela nel privato la sua opposta natura di costante riproduzione di se stessa, fino a svanire come svanita è la vita vissuta tra queste mura. Decido di interrompere bruscamente questa trama non scritta, immortalata frettolosamente come ultima chance di sopravvivenza dalla mia ostinata presunzione di fotografo. Appendo il quadro sicuramente nel posto sbagliato per fare l’ultimo scatto, come se la mia iniziativa potesse imprimere un senso di compiuto a questa metafora già finita e opaca. Spesso provocatoriamente penso che l’arte non esista… Quale è il retroscena dell’arte? Quale è il suo opposto per eccellenza?

AUTORE Alessandro Landozzi

Sono nato a Firenze, dove vivo e lavoro, il 21 Settembre del1974. Dopo gli studi classici mi sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza interrotti dopo due anni per seguire un corso professionale di fotografia Still Life. Da lì è iniziata progressivamente la mia esperienza lavorativa prima collaborando in un laboratorio di stampa fotografica per poi approdare, dopo qualche sporadico lavoro di sussistenza, alla Fratelli Alinari dove ho lavorato stabilmente dal 2000. Ho cominciato nella Stamperia d’Arte della F.lli Alinari come stampatore di collotipia o fototipia per poi evolvere la mia esperienza nell’allestimento di mostre fino ad arrivare in questi ultimi anni alla digitalizzazione dell’archivio fotografico. Nel 2013 s’interrompe il mio rapporto lavorativo per problematiche societarie. Dal 2014 a oggi collaboro saltuariamente con la Fratelli Alinari.

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