OLTRE L’IMMAGINE. INCONSCIO E FOTOGRAFIA.

Introduzione al libro “OLTRE L’IMMAGINE – Inconscio e fotografia”
di Gabriella Gilli e Sara Guerrini
edizioni Postcart, 2015

Recensione a cura di Diego Cicionesi

Cosa può nascere dall’incontro della psicologia con la fotografia? Un libro, nuovo e diverso che cerca, attraverso la prima disciplina, di trovare nell’opera di alcuni grandi autori contemporanei i meccanismi che hanno, più o meno inconsapevolmente, mosso le loro opere.
Questo è quanto l’editore Postcart ha realizzato con “Oltre l’immagine”, un libro scritto grazie al contributo di un team di psicoterapeute (Maria Aliprandi, Francesca Belgioioso, Serena Calò, Agata D’Ercole, Chiara Gusmani e Gabriella Gilli in veste di coordinatrice) e di una photoeditor affermata come Sara Guerrini.
Punto di partenza è che fotografia e psicologia non sono due mondi estranei. Esiste una scuola precisa che da anni cura i pazienti attraverso i principi della fototerapia, ispirati dall’opera di Judy Weiser. Questa psicologa ha introdotto da qualche decennio l’uso delle foto personali e familiari dei pazienti, riuscendo a evocare da queste sentimenti, memorie, pensieri e informazioni, e usandole come catalizzatori per la comunicazione terapeutica e i processi di cura e guarigione delle persone.
Mai come oggi tutti siamo diventati fotografi, grazie all’uso, a volte sconsiderato, degli smartphone, di altri dispositivi digitali e dell’impellenza di pubblicare e condividere le nostre immagini in tempo reale sui social.
Questa ambizione individuale e collettiva di essere fotografi ha nutrito la voglia che ognuno ha di raccontarsi, di andare in profondità dentro se stessi e di condividere con gli altri esperienze, emozioni e stati d’animo. Probabilmente questo ha portato ad utilizzare il medium fotografico in modo più istintivo e meno razionale.
In questo libro, partendo da alcuni artisti selezionati, sono stati individuati i temi più ricorrenti contenuti nelle opere, con il preciso intento, attraverso il dialogo tra specialista e fotografo, di soffermarsi sugli aspetti più significativi delle opere stesse e sulle possibili implicazioni che le vite degli autori hanno determinato nei loro progetti.
I legami d’amore, la morte, il corpo, l’identità e i luoghi sono i punti di riferimento per parlare di fotografia e allo stesso tempo di temi cruciali per l’umanità.
Il libro, presentato anche a Firenze presso la Libreria Brac, nella rassegna curata da Deaphoto “Scritture di luce,” ha il grande pregio di permettere a molti, attraverso un linguaggio semplice, di interrogarsi sul gesto fotografico e sulle sue implicazioni, interessante sia per gli autori, professionisti e non, che per chi fruisce anche da semplice spettatore dell’immagine e della fotografia.

Diego Cicionesi
Innamorato da sempre della fotografia, ho ripreso dopo una lunga inattività solo qualche anno fa con un nuovo e totale approccio al mondo digitale. Sono membro della DIERRE FOTOGRAFI, con la quale mi occupo di eventi e cerimonie, rappresentati in stile reportage con contaminazioni ritratto e fashion. Collaboro con l’Associazione Deaphoto per i corsi di Ritratto in studio e Street Photography e partecipo assieme ai membri dello staff agli eventi organizzati sul territorio. Individualmente studio i paesaggi urbani con predilezione per la foto di strada e le ambientazioni portuali, in una scelta compositiva geometrica e tendenzialmente minimalista. Sono attratto dalle reciproche relazioni tra fotografia e psicologia e studio l’interazione tra soggettività, interiorità ed spazi urbani. Vivo con curiosità ed un po’ di caos tutte le cose della mia vita, integrando il medium visivo con letture di ogni genere e musica, prediligendo il jazz. L’essenza del mio vivere si concretizza nei viaggi, di qualsiasi durata e distanza.

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