NERO

INTRODUZIONE ALLE IMMAGINI

di Alberto Ianiro

“Il nero può essere definito come l’impressione visiva che viene sperimentata quando nessuna luce visibile raggiunge l’occhio, che combina tutti i colori della luce che stimolano in maniera uguale i tre tipi di recettori sensibili ai colori. Il nero è la mancanza di tutti i colori che formano la luce, oppure una combinazione di più colori di pigmenti.”

Così si legge su Wikipedia, alla voce “Nero”.

Giocare sul significato del colore/non-colore è quello che abbiamo chiesto ai fotografi.

Roberta Orlando lo interpreta come concetto di relazione visiva, narrando la relazione tra due donne, ognuna delle quali mantiene ben visibile i segni dell’altra, e rappresentando la contrapposizione dell’una sull’altra come la composizione di un puzzle.

L’assenza di luce, il senso di oppressione e il colore del carbone sono il Nero del reportage di Michelangelo Chiaramida nelle miniere del Monte Calamita dell’Isola d’Elba, mentre per Julia Borissova, russa di San Pietroburgo, il Nero è il colore della notte che si trasforma in giorno, la notte delle persone che devono vivere i sei mesi di buio. Diego Cicionesi, con Nerolittoria, ci descrive il nero del periodo fascista rappresentato con segni tuttora vivi nelle architetture della città di costruzione fascista di Latina, già Littoria.

Tutta la suspance di Hitchcock nella fiction noir di Camilla Fondelli, la quale inscena un delitto perfetto con attori protagonisti Barbie e Ken. Con Integrazioni, i fotografi Baglioni e Gallorini ci suggeriscono ed auspicano una società multietnica e aperta, mettendo in contrasto il bianco e il nero dei volti e delle mani. Ludovica Zarrilli ripercorre la cronaca nera di efferati delitti scolpiti nella memoria dei fiorentini, contrapponendo i luoghi in doppia esposizione alle prime pagine dei giornali dell’epoca, rammentando la tensione di quel tempo: per non dimenticare.

EDITORIALE

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