NERO. OCCHIO RAGAZZI

Ph Ludovica Zarrilli.

Le gente ricorda, i luoghi no; a meno che non sia l’uomo a imporglielo giustapponendo tracce che rammentano episodi. È più facile recuperare un vecchio foglio di giornale che ritrovare il luogo di un delitto: magari il quotidiano è un po’ ingiallito, ma sempre a disposizione di chi lo cerca, catalogato in un archivio polveroso. I luoghi sono spregiudicati, non hanno memoria, nemmeno quando sono stati teatro dei crimini più atroci: cambiano col passare del tempo, anche a dispetto di chi quel posto è stato l’ultima cosa che ha visto in vita sua, in una notte nera come la pece. Una finestra aperta sull’oblio, un oblio involontario che ha a che fare con l’impossibilità della natura di ricordare i fatti. Perché chi non ricorda niente non può scordare niente.

Autore LUDOVICA VALENTINA ZARRILLI
Laureata in Lettere all’Università di Siena, dopo aver lavorato due anni a Milano sono tornata a Firenze, dove vivo tutt’oggi, seguendo la scia di profumo, inconfondibile, dalla carta stampata. Profumo che continua ancora a inebriarmi tant’è che lavoro come giornalista occupandomi principalmente di arte e costume.

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