NERO.Editoriale

di Guendalina Barchielli

Nero e bianco sono lo stesso colore
Dream – Kim Ki Duk, 2008

Il colore che vedo quando chiudo gli occhi. Nero. Ambiguità e assolutezza. Contrapposizione pura.
Combinazione di tutti i colori che, invece di riflettere la luce, la assorbono
.

Dal punto di vista simbolico è il colore della negazione, del finale su cui nulla c’è da aggiungere. Irrimediabilmente associato a situazioni ed eventi infausti, alla morte, a condizioni di deprivazione o di dolore, a pensieri su cui è meglio non indagare, è stato relegato a rappresentare la paura, la solitudine, l’odio.
L’equazione “nerougualemale” ha permesso di perpetrare odiosi crimini, riproponendo la dicotomia bene/male sul colore della pelle di uomini tutti uguali.
Per questa sua forza negativa, così assoluta da non ammettere repliche, è stato il colore che i fascisti hanno fatto proprio: il nero copre e cancella, annienta. Quasi necessariamente è  definito in negativo, in opposizione al bianco della purezza, della luce, della conoscenza e del bene. Ombra e luce: i due opposti per antonomasia, dalla cui dialettica, però, come dimostrato da Goethe nella sua “Teoria dei colori”, nasce il fenomeno del colore. Ecco che il nero si rivela anche come il nulla che tutto contiene, il colore del Caos senza il quale nulla potrebbe essere. Perché lasciarci convincere a considerare il buio una cappa che opprime e spegne i sogni, qualcosa di cui diffidare? Perché non pensarlo più spesso come la condizione migliore per guardare le stelle e scovare le lucciole? È stato il colore delle bandiere anarchiche che parlavano di libertà e uguaglianza. Dell’Europa musicale degli ultimi decenni che ha trovato linfa vitale nel nero e nella sua eco dolorosa con le atmosfere cupe e romantiche del dark e del Gothic, dove hanno trovato rifugio quei sognatori tristi che vestivano con il colore del lutto a emblema della solitudine di chi si trovava spaesato in un mondo violento.
Lontano dai compromessi delle sfumature, il nero è così denso di significato che, guardandone il lato “seriamente frivolo”, quello che lo ha reso il colore irrinunciabile in qualsiasi guardaroba, è anche espressione dell’eleganza che realizza se stessa per sottrazione.

E poi il nero, in fondo, porta nelle nostre vite il suo carico di positività. Basta tenere a mente una cosa determinante: il nero “sfina”. Non scordiamolo mai.

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