MUSEO NOVECENTO A FIRENZE: UN NUOVO SPAZIO PER L’ARTE IN CITTA’.

Introduzione al percorso espositivo del Museo Novecento di Firenze
Piazza Santa Maria Novella,10.
Recensione a cura di Lidia Passaro

Da giugno 2014 è aperto a Firenze, nella sede dell’antico Spedale delle Leopoldine in Piazza Santa Maria Novella, il Museo del Novecento, un nuovo polo espositivo che arricchisce l’offerta museale della città in senso decisamente più contemporaneo. Il percorso espositivo si snoda attraverso 15 ambienti e propone una selezione di circa 300 opere  ̶  dipinti, sculture, video, installazioni e documenti  ̶  che, risalendo a ritroso dagli anni ‘90 ai primi del ‘900, tracciano un’originale lettura critica della ricchissima stagione artistica novecentesca durante la quale Firenze si affermò senza dubbio come uno dei centri più vitali. Le opere esposte, riportate alla luce dopo lunghi anni di permanenza nei depositi cittadini, sono appunto parte delle collezioni civiche fiorentine, provenienti da raccolte private donate alla città (come quella dell’ingegnere Alberto Della Ragione) o dal vasto progetto post-alluvione 1966 dello storico dell’arte Carlo Ragghianti  ̶  al cui appello risposero oltre duecento artisti riuniti nella mostra “Gli artisti per Firenze” (1967), primo nucleo del progetto per un Museo Internazionale di Arte Contemporanea  ̶  e annoverano nomi come De Chirico, Morandi, Guttuso, De Pisis, Sironi, Carrà, Mafai, l’astratto Magnelli fino al maestro delle scritte al neon Nannucci e oltre. A queste si affiancano le prime esperienze di musica elettronica, poesia visiva, architettura radicale e cinema d’artista, fino alla testimonianza della partecipazione alla Biennale di Venezia del 1988 dei giovani scultori fiorentini Antonio Catelani, Daniela Di Lorenzo e Carlo Guaita, passando per il Maggio Musicale Fiorentino e le sfilate di Pitti. Il progetto museologico riesce a costruire in definitiva un ampio racconto storico che lega le collezioni civiche alla storia della città aprendo tuttavia un interessante confronto con la più ampia realtà internazionale novecentesca e integrandosi perfettamente nel tessuto antico dell’ edificio che lo ospita, già sede del Museo Nazionale di Fotografia Alinari, i cui spazi al pian terreno sono stati inglobati nella più ampia e recente opera di recupero. La speranza è che presto, come è avvenuto per le collezioni civiche, anche il prezioso lascito dei fratelli Alinari torni ad occupare lo spazio che si merita, all’interno dello stesso complesso o altrove, affinché la citta di Firenze non venga del tutto privata di una realtà espositiva che abbia al centro la fotografia e la sua storia.

Lidia Passaro
Napoletana di origini, fin da bambina mi sono nutrita di immagini e colori, il che ha profondamente influenzato il corso dei miei studi e della mia vita. Di recente approdo a Firenze e alla fotografia, che diventa per me lo strumento privilegiato di comprensione e interpretazione della realtà, anche quando essa sembra non aver nulla da dire. Collaboro con l’Associazione Deaphoto, presso cui ho frequentato diversi corsi e workshop.

Versione PDF dell'ultimo numero sfogliabile e scaricabile