MUFOCO – PASSATO PRESENTE E FUTURO

Museo di Fotografia Contemporanea: garantita l’apertura per l’inizio del 2015.
Una carrellata sull’attività espositiva del 2014, sulle vicende attuali e i nuovi progetti.
Testo e fotografie degli allestimenti a cura di Davide Tatti

L’attività del Museo di Fotografia Contemporanea, MUFOCO, prese avvio nel 2004 a Cinisello Balsamo, ma l’elaborazione del progetto partì nel 1999 su iniziativa di un gruppo di lavoro, che faceva capo a Roberta Valtorta, storica e critica della fotografia, che è l’attuale direttore scientifico. Il Museo si costituisce come raccolta di fondi fotografici e librari di rilevanza italiana e internazionale, come il fondo dell’agenzia Grazia Neri, del fotografo Federico Patellani o singole collezioni fotografiche come quelle di Gabriele Basilico e Toni Nicolini. A questo si affianca la realizzazione di mostre monografiche; inoltre un’attenzione specifica viene data alla produzione di progetti di arte pubblica, che sono in linea, come dice Roberta Valtorta nel video “quale museo di fotografia oggi”, con quel processo che avvicina la fotografia e video professionali ai prodotti realizzati comunemente da tutti. Con un comunicato all’inizio di ottobre 2014, il Museo rende nota la propria crisi finanziaria e ne discute in una conferenza del 10 ottobre, presso il Circolo della Stampa di Milano. Tra gli interlocutori istituzionali presenti, il Sindaco di Cinisello Siria Trezzi chiarisce che il suo Comune ha in totale carico i costi del Museo, non essendo ancora stata rinnovata la convenzione triennale con la Provincia di Milano, decaduta nel 2013, con il conseguente mancato stanziamento annuale di 200.000 euro; se la Provincia non rinnovasse la convenzione, decadrebbe l’elemento giuridico che garantisce il passaggio di competenza dalla Provincia di Milano, che verrà soppressa, al nuovo ente territoriale, la Città Metropolitana. Attualmente il Comune non ha le risorse per sostenere da solo il costo dei dipendenti. Nella sede del Museo a Cinisello incontriamo Fiorenza Melani, responsabile ufficio stampa, che ci spiega che i rapporti con la Provincia di Milano sono stati intensi dall’avvio nel 2004 attraverso Daniela Benelli, assessore alla cultura nella giunta Penati e promotrice del Museo, mentre dal 2009, con la giunta Podestà, le relazioni sono meno frequenti ed è stata realizzata una sola mostra in collaborazione con la Provincia: “Ieri, oggi, Milano” nel 2012. In generale, aggiunge Melani, gli enti pubblici tendono a finanziare eventi culturali di breve periodo, meno progetti a lungo termine come il Museo di fotografia. Intanto il Museo per finanziarsi, con opere donate da collezionisti o dai fotografi, il 13 dicembre presso la Triennale di Milano, indice un’asta con la quale sono stati poi raccolti 50.260 euro. Questo contributo permetterà al Museo di mantenere aperta la sede a gennaio 2015, di concludere le consultazioni tra Ente Fondatore, Regione e Ministero di competenza per ottenere un piano di sostegno economico. La scorsa estate, tra luglio e settembre, il Museo ha ripercorso la propria decennale attività con la mostra: 2004- 2014 opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea. L’allestimento è stato diviso tecnicamente in materiale fotografico e progetti di arte pubblica, realizzati con video, fotografia, installazioni pubbliche, pubblicazioni cartacee. Sono presenti aree tematiche non rigide ma con punti di convergenza, come la percezione dello spazio urbano secondo i fotografi Gabriele Basilico, Pio Tarantini, Moreno Gentili, Olivo Barbieri, Peter Bialobrzeski, Joan Fontcuberta; il paesaggio naturale e antropizzato con foto di Cristina Omenetto, Bepi Ghiotti, Luigi Ghirri; gli ambienti privati simbolo di introspezione soggettiva ripresi da Guido Guidi e Vincenzo Castella; il ritratto contemporaneo nelle immagini di Jitka Hanzlova; le relazioni sociali come appaiono nel progetto sulle partite di calcio amatoriale di Hans Von der Mee. Nell’insieme Mufoco, durante il 2014, ha proposto un’attività espositiva nella quale la fotografia è pensata come strumento narrativo, storico-documentario e antropologico. La monografia su Roberto Salbitani (Padova 1945) “Storia di un viaggiatore”, in mostra fino a maggio 2014, ha evidenziato una matrice scura della stampa in bianco e nero, collegata ad una visione riflessiva del dato reale. Vengono presentate le sue serie più significative, tra cui “Viaggio” 1974-1982; “Venezia: Circumnavigazioni e derive” 1971-2007. La narrazione prosegue con la mostra “Storie dal sud dell’Italia” (da aprile a dicembre 2014): attingendo ai materiali dei propri fondi, si ricostruisce la storia materiale del meridione italiano nel periodo compreso dalla metà degli anni Quaranta fino ai Novanta. Si mettono in rilievo i fenomeni di problematicità sociale: come la disoccupazione nelle foto di Uliano Lucas; lo sfruttamento da lavoro nelle miniere di carbone in Sardegna e le risorse dell’agricoltura e allevamento gestite con mezzi modesti, entrambi documentati da Federico Patellani. A questi si affiancano temi legati alla tradizioni popolari, come il carnevale nei ritratti di Marialba Russo. La percezione estetica e soggettiva del paesaggio trova raffigurazione nelle foto sul mare di Carmelo Nicosia. Ferdinando Scianna, invece, ribalta la tradizionale fotografia di moda, facendo percorrere all’indossatrice ambienti sociali siciliani estranei e opposti all’industria del prêt-à-porter. Per definire un doppio binario stilistico nell’allestimento della mostra, alle foto d’autore in bianco e nero vengono avvicinate piccole foto a colori saturi e brillanti, provenienti dal fondo dell’agenzia Grazia Neri, che ci riportano a una visione più edonistica dei paesaggi del sud italiano. L’attenzione antropologica del Museo, con un nuovo progetto di arte pubblica “la vetrinetta”, si sposta verso gli ambienti domestici. Sotto la guida di Paolo Riolzi, la comunità del territorio di Cinisello è chiamata a fotografare il mobile-vetrina della propria casa e a inviare al Museo il materiale prodotto, un progetto in corso che attende un proseguimento nel 2015.

Davide Tatti
Nato in Sardegna, dal 1999 vive a Milano dove ha svolto attività di grafica editoriale, dal 2007 si interessa di fotografia di documentazione.

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