MLB Ferrara

Dalla Rubrica Nouvelle Vague
a cura di Tiziana Tommei


Arezzo 22 aprile 2014.
Fortunatamente esistono spazi per l’arte contemporanea, concepiti e curati per fare cultura e non mercato. Infatti, se è vero che l’arte contemporanea non può non circolare, essere bramata, posseduta e acquistata, è altrettanto vero che, ancora prima, essa deve essere riconosciuta quale componente fondamentale del sentire contemporaneo. Le barriere avvertite tra i non addetti ai lavori e l’arte attuale hanno origine dall’incapacità di rapportarsi e vivere quest’ultima per quello che essa costituisce: una parte autentica e profonda dell’hic et nunc. Parafrasando, se è vero che esistono livelli di fruizione molteplici dell’arte del nostro tempo, è altrettanto vero che spesso sono gli stessi pubblici a negare a sé stessi di poterne godere. Accedere ad uno spazio in cui l’arte contemporanea è parte della quotidianità, un luogo in cui essa è sentita e restituita come un elemento inalienabile del vissuto: questo significa varcare la soglia di MLB – Maria Livia Brunelli Home Gallery. Ma non solo. L’arte è concetto, emozione e relazione, e per questo necessita di progettualità e di un concept curiatoriale skillato e lungimirante. Le mostre di MLB sono il frutto di una lunga gestazione, di un lavoro che necessita di conoscenza, tempo e attenzione ad ogni particolare.
In mostra fino al 4 maggio 2014 la home-gallery di Maria Livia Brunelli presenta Mustafa Sabbagh, artista italo-giordano e noto fotografo di moda, che, per l’occasione, espone “Burka moderni. Un dialogo inventato con Matisse”. Come di consueto, MLB propone progetti site specific e in dialogo con le mostre di Palazzo Diamanti. Perché il contesto, interno ed esterno, è insito nella filosofia di MLB. Maschere che rendono liberi, che permettono di celarsi dagli sguardi esterni, che proteggono e permettono paradossalmente di mostrasi ed essere sé stessi. Fotografie nero su nero – un virtuosismo che non può lasciare indifferenti. Il colpo di grazia nella comunicazione dell’opera è dato dall’allestimento: sei costretto ad affrontare i burka di Sabbagh in poco spazio e ad avere con essi un dialogo ravvicinato. Assolutamente geniale. In tutto questo, quello che avverti, è di vivere un’esperienza, di stare in un luogo non comune e di essere presente. Ti emoziona, ma allo stesso tempo ti mette in condizione di riflettere, fornendo al visitatore stimoli costruttivi e mirati. C’è una bambina, bellissima e vivace che si aggira per la casa/galleria. Curiosa, aperta, ricettiva e sensibile: mi piace pensare che sia il futuro. Nuove avanguardie non di artisti, ma di amanti e appassionati fruitori (non ho detto intenditori!) del contemporaneo che verrà.

Ringrazio sentitamente Maria Livia Brunelli e Fabrizio Casetti per l’accoglienza, la disponibilità, ma soprattutto per il loro lavoro.
www.marialiviabrunelli.com

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