MATERIA PRIMA: L’ARTE POVERA IN RUSSIA

Introduzione alla mostra “Materia prima – Russkoe bednoe- L’arte povera in Russia.”
Recensione e fotografie a cura di Davide Tatti

Il titolo Materia Prima si riferisce alla coerenza, che accomuna tutte le opere esposte, nella scelta dei materiali poveri o di riciclo: legni, gommapiuma, cartone, polistirolo, pezzi metallici, carbone, resine, attrezzi del rigattiere, porte e finestre di recupero, scaglie di sapone.  Questa caratteristica formale ci suggerisce che la sensibilità contemporanea in Russia attinge a una cultura materiale tradizionale. La rappresentazione degli oggetti è sempre ancorata a una ricco repertorio di immagini della storia dell’arte e dell’architettura. Il tempo presente per esprimersi non azzera il passato, anzi si serve di esso per elaborare simboli concreti e riconoscibili, come la colonna col capitello corinzio corroso dal tempo e dall’invasione dei piccioni, di Sergey Shekhovcov. Un’opera di forte suggestione è Insediamento di Alexsandr Brodsky (organetto e acquario). L’artista riprende il gioco della neve che ricade nel souvenir immerso nell’acqua all’interno di un bolla trasparente. La città moderna e anonima con schiere di palazzi identici viene immersa in una vasca incastrata in un organetto mobile, ruotando la manovella della musica un meccanismo smuove la neve depositata e la fa ricadere formando una nebulosa azzurra. Brodsky collocando la città contemporanea in un oggetto inattuale come l’organetto riproduce la visione di una fiaba poetica: trasporta il presente nel passato. La mostra è stata ospitata dall’8 Luglio all’11 Settembre 2011 al PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Un ringraziamento  all’ufficio stampa di Stefano De Angelis per l’autorizzazione alle riprese fotografiche.

Davide Tatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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