MATERIA INQUIETA. SITE SPECIFIC AL MUSEO D’ARTE MODERNA DI ASCONA.

Introduzione alla mostra “Materia inquieta” di Ferruccio Ascari
Recensione e fotografie a cura di Davide Tatti

Il museo di Arte Moderna di Ascona (Canton Ticino, Svizzera) ha ospitato, dal 29 Giugno al 16 Settembre 2012,  una selezione di opere di Ferrucio Ascari realizzate dal 2000 ad oggi. La mostra è stata curata da Daniela Cristadoro e Mara Folini, direttrice del museo. La serie di installazioni proposte sono tutte site specific per gli spazi espositivi del museo, un edificio del tardo cinquecento. Nel cortile interno, ora coperto da vetrate, Ascari distribuisce, a partire dal piano terra e inerpicandosi sulla parete fino al piano superiore, dei volumi in terracotta circolari forati al centro, che richiamano le sagome di seni materni e proliferano nello spazio. Un altro intervento di fortissima suggestione è memoria-evolubile, un’installazione composta da molteplici volumi in rete metallica, tagliata e ricongiunta col cemento in forme curvilinee che si avvolgono su se stesse; sospese al soffitto in ordine di grandezza crescente queste strutture appaiono come meteore che sopraggiungono nel  momento in cui si entra nella sala espositiva. Ascari dichiara di essere partito, per la realizzazione di quest’opera, da una riflessione sulle immagini dei disastri ambientali: nel bacino del Vajont (1963), nella fabbrica Icmesa-Roche a Seveso (fuoriuscita di diossina nel 1976), a Bhopal in India (1984), a Chernobyl (1986). Ferruccio Ascari nasce nel 1949 a Campi Salentina (LE). Si trasferisce prima a Firenze e poi a Urbino dove nel ’73 si laurea in Filosofia. È in questo periodo che inizia a interessarsi al pensiero orientale e in particolare a quello della Tradizione Yogica, che eserciterà in seguito una notevole influenza sul suo percorso artistico. Contemporaneamente agli studi di carattere filosofico, dà inizio all’attività artistica che da allora è proseguita ininterrottamente. Attualmente vive e lavora a Milano.

Davide Tatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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