L’ultima fotografia

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A cura di Tina Miglietta

La fotografia può anche assumere l’identità di protagonista principale di un’opera teatrale che analizza e indaga il complesso e ambiguo rapporto tra realtà e immagine: ecco allora l’idea dell’attore e autore Roberto Andrioli che ha debuttato a fine dicembre al Teatro Manzoni di Calenzano con lo spettacolo teatrale “L’ultima fotografia”, prodotto da 1.9.8.4. Art.

Il testo è ambientato ai nostri giorni e la trama si sviluppa intorno ad una immagine di guerra insignita di un’importante premio internazionale. L’autore dello scatto, Marco, interpretato dallo stesso Andrioli, dovrà confrontarsi con gli altri personaggi che nel corso della vicenda cercheranno di capire cosa si nasconde dietro a questa immagine: il giovane figlio che studia all’estero, interpretato da Tommaso Carli e la giovane e misteriosa ragazza che si presenta come amica del figlio, ma che in realtà nasconde motivi ben diversi da quelli della visita turistica e che è interpretata da Sonata Bueno, giovane attrice di madre filippina e padre tedesco che fa da motore all’intera vicenda perché è proprio lei ad essere legata in modo particolare a questa fotografia e ne cercherà le verità nascoste.

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Oltre alla foto principale, la storia si nutre di altre immagini che porteranno i personaggi a rivelarsi ed a scoprirsi lungo un percorso di fotografie che condurranno pian piano lo spettatore verso la soluzione e la fine dello spettacolo.

Andrioli aveva precedentemente messo in scena un’opera di Tiziano Terzani, “Dialogo con un figlio” e sicuramente questo progetto, insieme a tanti documentari di Ribeiro Salgado, ha ispirato anche ‘’L’ultima fotografia” che analizza il tema portante dell’immagine che può “nascondere o rivelare la verità”, soprattutto in quelle di guerra

Noi oggi ci fidiamo ciecamente dell’immagine che scegliamo per rappresentare la realtà, quando invece dovremmo ricordarci che essa è semplicemente un qualcosa di costruito che potrebbe anche ingannare o nascondere la verità, perché frutto di una semplice prospettiva e soggettività.

Altro tema affrontato è quello dei conflitti all’interno della storia: da quelli interiori del fotografo Marco, personaggio un po’ maledetto che affronta dinamiche familiari non semplici, a quelli generazionali tra mondi diversi sia per età che per cultura. Conflitti e diversità ben conosciute dall’autore che ha viaggiato molto per lavoro ed ha incontrato artisti provenienti anche da parti del mondo dove il conflitto fa parte o ha fatto parte della quotidianità come in Serbia o in Medio Oriente.

Tutto ciò è stato il tema della trasmissione radiofonica Parole di Luce, andata in onda il 18 dicembre scorso, condotta da Sandro Bini Niccolò Vonci, a cura di Novaradio e Associazione Culturale Deaphoto.

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Roberto Andrioli, attore, autore, regista e pedagogo teatrale. Fiorentino di origini salentine formatosi alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano sotto la direzione di Strehler, ha lavorato in numerose produzioni in Italia e all’estero, collaborando oltre che con il Piccolo Teatro di Milano, con la Mama Experimental theatre club di New York, La compagnia Francese di Teatro danza Jean Francois Duroure, Il Teatro Metastasio di Prato, il Baltinsky Dom di San Pietroburgo, La corte Ospitale di Rubiera, L’artistica di Pavia e altre.
Artista poliedrico ama lavorare in generi diversi dalla prosa al teatro danza al musical e alla commedia dell’arte. Ha avuto esperienze come autore televisivo, radiofonico e teatrale, oltre che come insegnante di tecniche teatrali e costruttore di maschere in cuoio. Tra le sue ultime esperienze come attore è stato tra i protagonisti del Musical “Mamma mia!” prodotto da Stage Entertainment, in scena due stagioni a Milano e a Roma;ha curato la regia di “The Baron in the trees” per la NYU of Florence, “L’Orfeo” di Monteverdi per il Conservatorio superiore di musica di Valencia; come autore scrive “Baker vs Baker” allo Spoleto Open Festival nell’agosto 2012. Attualmente sta producendo il progetto “The history of Florence abridged in 60 minutes”, spettacolo comico sulla storia di Firenze in inglese di cui è anche uno degli autori e attori.
Insegna tecniche di recitazione per i corsi professionali della Fondazione Torino Spettacoli per l’Associazione La macchina del tuono di Firenze di cui è uno dei fondatori.

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente.

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