LUCE. LUCE VITA, LUCE MORTE

PH Gianna Viviani
Tante finestre ampie e ben esposte, la luce è tagliente, pulita. Richiama al respiro, a resistere, a vivere, ma per chi era dentro e non poteva disporne in piena autonomia cosa e come si sentiva? Più impotente, più morto, più disperato di quanto avesse già intuito? La luce come ristoro, speranza. In altri casi crudeli come la condanna per un tempo presente che non appartiene, vissuto come uniformi di fantasmi, appiattiti, inutili, abbandonati. La luce come sentinella, il faro per i persi, il tormento per i non liberi, i segregati, i prigionieri. Un continuo dibattersi, sono vivo e vorrei morire, sto morendo vorrei vivere.
Ex ospedale psichiatrico di Volterra

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AUTORE Gianna Viviani
Nasce a Empoli nel 1976
“Ho imparato a non fotografare tutto quello che vorrei ricordare”.

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