LUCE. COME IN CIELO, COSI’ IN TERRA

PH Serena Vittorini
Lo sguardo esterno può essere di grande aiuto per una comunità. Non che non ci si preoccupi dell’esteriorità dalle nostre parti. Siamo abituati a misurarci con noi stessi e lo spazio che ci circonda con la consapevolezza che al di fuori dell’involucro di pelle che ci ricopre avviene qualcosa che non è controllabile, che va oltre le nostre previsioni. Si cerca di essere pronti, presentabili, in grado di reagire con rapidità, forza e intelligenza agli stimoli che provengono dal mondo al di fuori di noi. Effettivamente il delicato confine tra noi e il mondo è l’argomento fondamentale di tutta la nostra esistenza. Riducendo tutto a una questione di numeri, sono i cinque sensi si confrontano con i quattro elementi e con il trascorrere del tempo: in ogni istante interpretiamo ciò che ci circonda, la natura e la comunità con questi pochi parametri e ogni volta siamo attanagliati dalla misteriosa domanda. Io sento, vedo, annuso, tocco, assaggio e quindi penso, ma cosa sono veramente? Mi costruisco un’idea del mondo, ma chi racconterà me stesso? Sono temi complessi, forse assenti nella vita di tutti i giorni. Viviamo in un piccolo paese con le sue specificità naturali e culturali, ma la routine giornaliera finisce per distrarci dai grandi temi esistenziali. L’arrivo di una fotografa decisa a raccontare il paese in tre intense giornate ci ha fatto riflettere. Lo sguardo esterno spinge a ripensarsi, soprattutto quando l’occhio (umano o fotografico) vuole indagare l’universale presente in noi, abitanti del piccolo villaggio di Lodine. Il luogo in cui viviamo è un posto duro ma felice grazie a una natura forte e generosa che attraverso i secoli (o i millenni) ci ha reso quello che siamo. Al tempo stesso c’è un modo di autorappresentarci che subito emerge di fronte ad un fotografo. È un po’ quello che ci si aspetta di essere: pastori del mediterraneo, legati ai cicli annuali, ma anche a un certo tipo d’immaginario cartolinistico che tutto sommato ci riesce bene. Di fronte però all’indagine di una giovane fotografa indirizzata verso un tema universale, distaccato da quell’agire per l’immagine che caratterizza la nostra contemporaneità, ha aperto un grande interrogativo. I tempi della ricerca, concentrati in pochi giorni, si sono dilatati in lunghi momenti d’inseguimento dello scatto, questa strana percezione del tempo che probabilmente riemerge quando si osserva un’immagine. Una domanda aperta su noi stessi posta con gentilezza e sensibilità. Difficile immaginare un progetto fotografico più efficace. Tre giorni che hanno sollevato un interrogativo profondo; probabilmente queste immagini rappresentano quella magica sospensione del tempo di quando si pensa a qualcosa di più grande di noi.

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Autore Serena Vittorini
Serena Vittorini è nata all’Aquila e vive a Roma. Si appassiona alla fotografia già̀ da bambina ma è dopo il conseguimento della laurea in Psicologia che decide di dedicarsi totalmente allo studio della tecnica fotografica, presso l’ISFCI (Istituto superiore di fotografia e comunicazione integrata). Oltre agli studi inizia a lavorare come fotografa freelance concentrandosi per lo più̀ sulle commissioni riguardanti la ritrattistica e alla still life. Di pari passo alla sua carriera lavorativa evolve anche quella artistica che, dopo la nascita della passione nei confronti di alcune tecniche quali il light painting, le permette di realizzare dei progetti personali (alcuni dei quali già̀ presentati in mostra). Attenta osservatrice della vita quotidiana, vive la fotografia come ricerca, strumento per raccontare in maniera personale i propri pensieri e i volti di chi incrocia il suo percorso. Al centro della sua opera emerge sempre l’interesse per l’individuo che alle volte è isolato ed estrapolato dal suo ambiente sociale per indirizzare l’attenzione sulle sue caratteristiche tipiche, altre invece sommerso dal grottesco ambiente circostante.
Premi
2015 –  2° CONCORSO FOTOGRAFICO 2015 ACER ‘Ri-generiamo Roma: Sfumature di habitat’ Roma – Miglior scatto realizzato ‘under 30’.
Esposizioni
2015
“DRD4-7R – FUTURO ULTERIORE”
Esposizione al Palazzo delle Esposizioni, Roma
“LA GRANDE ALLUSIONE : 1974-2015. I ruoli del femminile di Marcella Campagnano, ieri e oggi.” Mostra collettiva presso MLAC – Museo laboratorio di Arte Contemporanea
“Faces” Ritratti Esposizione a “Blackmarket” (Roma) e “Polarville”, L’Aquila
2014
«Who art you?”
Esposizione presso Ex Fornace, Milano
2012 – Concorso fotografico SO.HA “Abitare”, Pescara – Secondo premio
2011 – Concorso fotografico Primograno Rustichella “Fotografa il Food”, Francavilla (Pe) – Secondo premio
2011
“Coming Soon”
Esposizione a ‘Circolo degli Artisti’, Roma

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