LUCCA DIGITAL PHOTO FEST. SANDY SKOGLUND OSPITE SPECIALE

Introduzione alle mostre del LDPF
recensione a cura di Sara Severini, fotografie di Sandro Bini

Per la sesta edizione del LDPF si è scelto di individuare nella figura femminile il leitmotiv, cui fanno riferimento le mostre, alcune concluse il 12 Dicembre altre aperte fino al 23 o al 30 Gennaio 2011. Donna come musa ispiratrice, donna come realtà da indagare in un’ottica sociale-antropologica, da scoprire o mascherare in una prospettiva di ricerca intimistica. Donna artista, fotografa, il suo modo di vedere e sentire le cose, di comunicare. In una o più di queste prospettive trova spazio “Not only Women” (fino al 23 Gennaio) che comprende i più significativi ritratti realizzati da Michel Comte. Missirkov e Bogdanov esplorano con immagini e con un’installazione il confine o il continuum tra maschera e volto, ritraendo l’attrice Cventana Maneva. “Bye bye baby, Marylin” (fino al 30 Gennaio) è una selezione di circa 80 fotografie. Scatti di grandi autori, altri legati alla pubblicizzazione di film, ritratti, istantanee, si integrano nel raccontare la storia della diva, della donna e della ragazza che è stata  l’icona femminile Marylin Monroe. Due le mostre presenti di Donna Ferrato. “Living with enemy”, sconvolgente documentazione visiva sulla violenza domestica, che nell’ 1985 ha ricevuto il premio E. Smith Grant, e “10013 Tribeca” lavoro recente in cui la Ferrato ci racconta il quartiere di NY in cui abita, cogliendo i fenomeni di trasformazione post-11 Settembre. Molto belle anche le foto di Giorgia Fiorio che con “Il dono” sviluppa una riflessione sul rapporto tra l’uomo e il sacro e la mostra “Francesca Woodman” dalla collezione di C. Sozzani. “Horst P. Horst” è visitabile fino al 30 Gennaio così come “The power of imagination”, retrospettiva da fine anni ‘70 ad oggi sull’artista concettuale e fotografa americana Sandy Skoglund. L’autrice elabora installazioni che poi fotografa. In uno dei primi lavori riflette sull’intervento dell’uomo rispetto all’immagine del cibo. Realizza degli still life in cui cromatismi e geometrie producono nello spettatore un’intrigante confusione rispetto al proprio giudizio riguardo a quel cibo: vero o finto? Utilizzando l’immaginazione la Skoglund rompe gli schemi della consapevolezza che abbiamo del reale, non tanto per dare vita a immagini oniriche fini a se stesse, ma piuttosto per condividere una riflessione sulle relazioni che l’uomo ha con la natura e con le cose da lui create, col vivere reale e con la finzione. Questi i nuclei tematici della sua ricerca. Nei primi anni ‘80 con “Radioactive cats” inizia a collocare nelle sue installazioni, popolate da elementi finti, delle persone. La compresenza di queste diverse realtà rafforza l’intensità comunicativa delle opere, alludendo anche al dualismo concettuale “vita-assenza di vita”. In “Fresh Hybrid” del 2008 si assiste alla costruzione di un paesaggio artificiale popolato da statue, da alberi che hanno gambe al posto del tronco e da persone. Ci troviamo in un’atmosfera fiabesca e ambigua, dalla forte dinamicità. La scelta dei colori e dei materiali di realizzazione, che danno all’immagine una qualità quasi tattile di morbidezza, evocano un senso di piacere e rassicurazione. A questo si contrappone l’inquietudine provocata dall’accostamento di persone reali all’ambiente fittizio e a statue monocromatiche prodotte in serie. Oltre il valore concettuale, le immagini sono piacevolmente ammalianti, talvolta perturbanti.

Sara Severini
Amo la fotografia come mezzo di espressione, di ricerca, di analisi dell’uomo e della realtà, come intrattenitrice e portatrice di piacere e di idee. Mi interessa perciò il ritratto ma anche la fotografia istantanea, il reportage del quotidiano così come la fiction. Collaboro alle attività di Deaphoto presso cui ho frequentato corsi e workshop.

Sandro Bini
Fotografo, curatore, docente di fotografia, fondatore e Direttore responsabile di Deaphoto, si occupa prevalentemente dell’organizzazione delle attività progettuali didattiche ed espositive dell’Associazione. La sua ricerca artistica è tesa ad un’indagine sulle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza.

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