L’INFINITO ISTANTE. LA FOTOGRAFIA SECONDO GEOFF DYER

Recensione del libro “L’infinito istante” di Geoff Dyer
a cura di Sandro Bini

Ne L’infinito istante (Einaudi 2007) lo scrittore e saggista inglese Geoff Dyer, appassionato di jazz e fotografia, compie un originale viaggio avanti e indietro nella Storia della Fotografia, soprattutto di quella americana, analizzando alcuni dei suoi temi, soggetti e motivi ricorrenti, attraverso l’accostamento nello spazio e nel tempo e l’analisi comparata di significative opere di alcuni dei suoi autori più importanti:  da Alfred Stieglitz a Paul Strand, da Andrè Kertesz a Dorothea Lange,  da Waker Evans a Wiliam Egglestone e altri. Dyer evidenzia come, in maniera più o meno consapevole, i più grandi fotografi sono o siano stati in costante dialogo con i propri contemporanei e con i propri predecessori e come anzi alcuni di loro siano in grado di mutarsi, sia pure occasionalmente e accidentalmente, in altri grandi fotografi del presente o del passato, imitandone e/o aggiornandone temi e linguaggio. In questo senso, secondo lo scrittore inglese, la Storia della Fotografia è fatta da fotografi che hanno introdotto per la prima volta o dato le proprie versioni personalizzate a tutto un repertorio ricorrente di scene, soggetti e motivi in costante espansione ed evoluzione, repertorio sostanzialmente stabilito simbolicamente, almeno in potenza, da una delle sue prime immagini famose: The Open Door (1844) di William Henry Fox Talbot (1800-1877), l’inventore del procedimento fotografico negativo/positivo. Quest’opera, nella semplicità della sua composizione e per il senso di mistero e possibilità sospesa che emana (possibilità che i fotografi successivi saranno chiamati ad esplorare), rappresenta metaforicamente e visivamente  il vero e proprio inizio di una nuova arte.

Sandro Bini
Fotografo, docente di fotografia, fondatore e Direttore responsabile di Deaphoto, mi occupo prevalentemente dell’organizzazione delle attività progettuali didattiche ed espositive dell’Associazione. La mia ricerca è incentrata sopratutto ad un’indagine sulle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza. Dal 2009 sono curatore del Blog “Binitudini. Spazio di riflessioni visive, teoriche e pratiche sul gesto fotografico contemporaneo.” http://binitudini.blogspot.it/ www.sandrobini.it

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