LE DONNE DI YOSHIE NISHIKAWA

Introduzione alla mostra “Petali d’Oriente” di Yoshie Nishikawa
a cura di Chiara Micol Schiona


Mentre lei si chinava sullo strumento egli la vide per un istante proprio come doveva apparire prima che il suo arrivo la irrigidisse; proprio come doveva apparire, quando, noncurante e disinvolta, passava un ozioso plettro sulle corde. Egli ne fu conquistato
. Sono parole della poetessa del periodo giapponese Heian (784-1185) Murasaki Shikibu, autrice de La Storia di Genji, riconosciuto fra i più antichi romanzi dell’umanità, ed è quello che vediamo rappresentato nei nudi fotografici di Yoshie Nishikawa, che ha esposto le sue opere alla Pavesi Fine Art di Milano. Nell’Arte giapponese l’immagine non rappresenta la realtà bensì è tutto un’efrazione e un’esenzione del senso stesso. I nudi di Yoshie Nishikawa vanno e devono essere visti innanzitutto in questa chiave: prima della Tradizione, della Cultura, c’è necessità che il corpo da lei fotografato esista in quanto simbolo, si manifesta, agisce, secondo un puro progetto erotico per quanto sottilmente discreto. Lontana dalla tragressione delle polaroid di Nobuyoshi Araki o dal suo soft focus e lontana allo stesso tempo dall’effetto sgranato e dai forti contrasti che caratterizzano Daido Moriyama, non vuole mostrare i lati più oscuri della vita urbana e le parti meno viste delle città o l’industria del sesso giapponese: quella di Yoshie è una fabbricazione estetica dove il b/n è talmente regolato e modulato da apparire di una qualità pura. I nudi femminili diventano così eventi opachi, dove il corpo si esprime come totalità di limite e pulsione di desiderio, come voragine e abbandono, resistenza e resa.

Chiara Micol Schiona
Nata a Roma nel 1984 mi sono laureata all’università La Sapienza in Storia dell’arte con una tesi in Storia della fotografia su Minor White e la Scuola Californiana. Amante di ogni forma artistica nel senso più ampio del termine, ho scritto e mi sono occupata anche di eventi legati al cinema e al teatro, oltre ad aver curato manifestazioni artistiche nell’ambito dell’arte contemporanea. Ho scelto di occuparmi principalmente di fotografia perchè se le arti, ognuna a suo modo, sono delle ricerche di “ossigeno”, la fotografia credo sia la forma artistica che più riesce a cogliere ciò che all’occhio comune può essere distrattamente sfuggito.

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