IZIS – IL POETA DELLA FOTOGRAFIA

Introduzione alla mostra “Izis. Il poeta della fotografia”
Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Firenze
6 settembre 2013 – 6 gennaio 2014

Recensione a cura di Caterina Caputo

Si è appena conclusa a Firenze presso il Museo Alinari della Fotografia la bella esposizione su Izis Bidermanas, il poeta dell’immagine. L’artista lituano, nonostante sia ancora poco conosciuto, è ormai considerato dalla critica come uno dei grandi fotografi umanisti del Novecento. La mostra formalmente ben organizzata e estremamente chiara nei contenuti, si è articolata in un percorso espositivo di circa 120 scatti tutti in bianco e nero, che ha il merito di avere contribuito a fare conoscere ad un più ampio pubblico l’intensa poetica di Izis, le cui immagini spaziano dal ritratto al reportage. In ogni scatto realizzato l’autore sceglie la poeticizzazione del suo mondo a discapito della mera realtà referenziale, tant’è che in una delle sue più note citazioni, il fotografo afferma: “Si dice spesso che le mie fotografie non sono realiste. Non sono realiste ma è la mia realtà”. Izis Bidermanas (1911-1980) lascia la Lituania, sua terra di origine, per trasferirsi a soli diciannove anni a Parigi, la capitale delle arti e delle lettere. Nel 1949 inizia a lavorare per la nota rivista Paris Match, testata con cui collabora per circa vent’anni, inizialmente in qualità di specialista del ritratto e successivamente come reportagista. Della capitale francese Izis cercherà di immortalarne la poesia ed il sogno, come mostrano gli scatti dei tre noti lavori Paris de rêves (1950), Grand Bal du printemps (1951) e Paris de poètes (1977). All’interno di questi progetti fotografici l’autore celebra una Parigi atemporale, astorica ed eterna nella propria bellezza. Accanto alle immagini parigine si affiancano quelle realizzate in un’altra grande città europea, Londra, sulla quale Izis pubblica Charmes de Londres (1952), lavoro nato in collaborazione con Prévert e The Quenn’s People (1953). Contrariamente agli scatti realizzati a Parigi quello che l’artista mostra di Londra non è più il sogno, ma al contrario la concretezza, la città del popolo e della miseria, raccontati ancora una volta attraverso un’evocazione poetica che muta le immagini in visioni. Le Cirque d’Izis, edito nel 1965, è il lavoro attraverso cui l’autore rivela la sua grande passione per il mondo circense, regno per antonomasia del sogno e dell’illusione. Questo piccolo cosmo, spesso emarginato, diventa per il fotografo un pretesto per riflettere sulla società e sulla condizione umana di quegli anni. I progetti fotografici di Izis rimangono il riflesso di un’epoca, evocata attraverso lo sguardo poetico di un autore che, con l’ausilio della sua arte, ha tentato di superare le inquietudini del quotidiano.
www.alinari.it/mostre/Izis

Caterina Caputo
Dopo essermi laureata a Firenze in storia dell’arte contemporanea mi sono appassionata almedium fotografico decidendo di conseguire il diploma come fotografa. Tutt’oggi questo connubio continua a far parte della mia vita e del mio lavoro. Mi interessa la fotografia come linguaggio di comunicazione, quindi specchio della società moderna. Attraverso il  mezzo fotografico il reale e l’irreale collima, dando origine ad un cortocircuito che trova la sua massima espressione proprio nel mondo contemporaneo.

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