INDEX G

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A cura di Tina Miglietta

Index G nasce dall’incontro tra la fotografia e la statistica, trasformando in arte dei semplici dati numerici.
E’ un libro fotografico che è uno specchio implacabile del fallimento umano in cui il silenzio, l’incertezza e l’assenza sono le linee guida che accompagnano il lettore in questo viaggi ai confini dell’umanità.
Scritto da Emanuele Brutti e Piergiorgio Casotti ed edito da Skinnerboox, Index G è stato ideato e realizzato con lo scopo di far riflettere su quanto, ancora oggi, sia serio ed importante il problema della segregazione razziale. E’ proprio questo indice statistico (indice Gini) che misura la disuguaglianza, a geolocalizzare le sundown towns, piccole cittadine statunitensi, dove la sicurezza non è garantita dopo il tramonto per le persone di colore. Per la realizzazione del progetto Emanuele e Piergiorgio sono partiti dallo studio della situazione attuale, contattando giornalisti, blogger ed anche personalità di rilievo tra cui il famoso professore di Harvard, James W. Lowen.

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Dati alla mano, si sono resi conto di come sia cambiata nel tempo la segregazione razziale: se prima si manifestava maggiormente tra zone ristrette come i quartieri, adesso interessa macro aree geografiche come interi sobborghi o municipalità e si parla di ‘’macro segregazione’’. I dati statistici che emergono da questa analisi sono scioccanti per quanto riguarda l’aspettativa media di vita: Saint Louis, Missouri, con i due tra i dieci quartieri più ricchi degli Stati Uniti e con uno tra i dieci più poveri e degradati, ne è un esempio.

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Il libro è un sapiente collage di immagini e testi che sono una vera sceneggiatura di finzioni scritte da Piergiorgio basate, però, su sensazioni vere. E’ un’opera teatrale del silenzio in cui le cose viste e raccontate rimangono non dette e sospese nel tempo con la forte percezione che è appena avvenuto qualcosa che non riusciamo ad afferrare. Sembra che nulla accada, ma la storia scorre ‘’oltre’’ le immagini.
E’ un libro molto evocativo con immagini implose ed è suddiviso in tre parti: la prima è a colori, con paesaggi e vedute urbane molto desolate e senza figure umane, la seconda è in bianco e nero su carta più lucida con ritratti ed interni ed infine la terza con foto di nuovo a colori. Tutto amalgamato ad una parte testuale altrettanto importante.
Il contributo della book designer Fiorenza Pinna è stato fondamentale per la realizzazione del progetto finale, frutto di un continuo confronto tra Emanuele, Piergiorgio e Fiorenza stessa che è stata coinvolta da subito ed è stata presente nella scelta di ogni scatto.
Emanuele racconta così la sua esperienza: ‘’C’era il rischio di stereotipare il lavoro fatto ed allora ci siamo concentrati sulle nostre sensazioni, sulla tensione che si respirava, sul senso di solitudine e di divisione oltre ciò che vedevamo anche se, apparentemente, sembrava non succedere niente mentre giravamo per strada.’’
Le foto selezionate non sono firmate per dare un’unica voce a ciò che si narra ed Index G è stato votato come miglior libro fotografico del 2018 dal famoso fotografo inglese Paul Graham.

L’intervista può essere riascoltata in podcast sul sito di Novaradio – Parole di Luce, trasmissione a cura di Associazione Culturale Deaphoto, presentata da Sandro Bini e Martin Rance

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Emanuele Brutti nasce a Verona nel 1984. Nel 2013/2014 ha frequentato il ‘’master of reportage’’ alla John Kaverdash Academy of Photography di Milano e un master presso l’agenzia fotografica Luz, entrambi con Massimo Mastrorillo come tutor. Come fotografo è particolarmente interessato a progetti a lungo termine incentrati sulla relazione tra tematiche sociali, le persone e il loro ambiente. Nel 2015 ha fondato con Francesco Biasi e Chiara Bandino la Fonderia 20.9, una galleria fotografica dedicata ad artisti emergenti ed affermati, aperta allo sviluppo e alla condivisione di idee e progetti fotografici. Nel 2018 in collaborazione con il fotografo Piergiorgio Casotti ha pubblicato il suo primo libro Index G (ed. Skinnerboox). Ha esposto le sue opere in numerosi festival fotografici in Italia e all’estero.

Piergiorgio Casotti nasce a Reggio Emilia nel 1972 e si laurea in Economia e Commercio all’Università di Parma. E’ stato sempre attratto dalle dinamiche dei bisogni umani e da quando ha scoperto la fotografia ha trovato in essa lo strumento che gli permette sia di esplorare il mondo che se stesso, in un collegamento indissolubile . Nel 2004 si iscrive al Pratt Institute di New York. Inizialmente dedito alla fotografia di moda, si volge poi interamente alla fotografia documentaria. Così ha cominciato a esplorare persone e luoghi. Dal 2010 ha affiancato alla fotografia l’uso del video-documentario. Ciò che fotografa ha sempre a che fare con se stesso, con la propria intimità. Ama raccontare storie, stati mentali e esperienze che esulano dagli standard normali e, attraverso il linguaggio fotografico, riesce ad andare oltre alla superficie delle cose, andando alla ricerca di ciò che l’occhio spesso non riesce a vedere

Tina Miglietta nasce nel 1966 a Livorno . Ha vissuto in diverse parti d’Italia ed è tornata da poco nella sua città natale . E’ appassionata di fotografia come specchio per le emozioni intime e nascoste e come arte per dare ad esse nuovi colori e forme. Ricerca la naturalezza delle tinte che possano rasserenare e mettere a tacere i rumori della mente

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