IL RESPIRO DI ROMA. LA CAPITALE IMMORTALATA DA WILLIAM KLEIN

Introduzione alla mostra “William Klein, Roma-fotografie 1956-1960”
a cura di Chiara Micol Schiona

William Klein, Roma – fotografie 1956 – 1960, è la mostra che si terrà ai Mercati di Traiano di Roma fino al 25 luglio che presenta l’opera di William Klein  nel periodo che va dal 1956 al 1960, ovvero da quando arrivò a Roma per diventare assistente di Federico Fellini nel film ‘Le notti di Cabiria’. La produzione del film andò per le lunghe così che il giovane Klein si ritrovò ad avere come compagni di viaggio, verso e attraverso la Roma del Grand Tour, artisti come Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano, Alberto Moravia, Giangiacomo Feltrinelli e lo stesso Fellini. Il frutto delle gite ad Ostia, del caffè da Rosati, delle manifestazione dei lavoratori, delle folle a San Pietro, fu il volume del 1958 Roma: raccolta di immagini e scrittura sulla città eterna. Una vera e propria “moleskine” di schizzi sulla natura umana. L’ironia e la prontezza di visione, cardini dell’opera di Klein, le ritroviamo sia nei ritratti di coloro che pranzano all’osteria sia nelle fotografia di moda a Piazza di Spagna. L’autore omaggia il realismo poetico del dopoguerra, come sono stati capaci Fellini con Roma, Pasolini con Mamma Roma, Rossellini con Roma città aperta. Da quest’idea Klein farà nascere altri due lavori: Mosca (1961), Tokyo (1962). Successivamente, affascinato dal cinema, realizzò Broadway by light, considerato il primo Pop movie.

Chiara Micol Schiona
Nata a Roma nel 1984 mi sono laureata all’università La Sapienza in Storia dell’arte con una tesi in Storia della fotografia su Minor White e la Scuola Californiana. Amante di ogni forma artistica nel senso più ampio del termine, ho scritto e mi sono occupata anche di eventi legati al cinema e al teatro, oltre ad aver curato manifestazioni artistiche nell’ambito dell’arte contemporanea. Ho scelto di occuparmi principalmente di fotografia perchè se le arti, ognuna a suo modo, sono delle ricerche di “ossigeno”, la fotografia credo sia la forma artistica che più riesce a cogliere ciò che all’occhio comune può essere distrattamente sfuggito.

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