IL PRESENTE. LA QUESTIONE DI – FOTOGRAFIA – FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA.

Introduzione al Festival Internazionale di Roma  FOTOGRAFIA 
XIV edizione: IL PRESENTE
9 ottobre 2015 – 17 gennaio 2016
MACRO Via Nizza,138 Roma

recensione a cura di Diego Cicionesi

Si è da poco inaugurata a Roma, negli spazi del Macro, la XIV edizione di FOTOGRAFIA –  Festival Internazionale di Roma. Il tema centrale quest’anno è Il Presente anche se, come di consueto, parallelamente vengono sviluppati varie tematiche ed altre iniziative. Di particolare interesse ed attualità, la mostra è alla ricerca di un significato e di un ruolo di primo piano della fotografia oggi. “In un mondo in costante e repentina accelerazione, la pratica fotografica, i cui meccanismi di produzione e distribuzione sono ormai pressochè immediati, si presenta come arte privilegiata per fissare, definire ed osservare il Presente. Spogliando quindi la fotografia tanto dalla nostalgia legata al ciò che “è stato”, quanto dall’ansia provocata dalle trasformazioni del domani, emerge un tempo dell’esperienza che è quello proprio del sentire e del vivere. Riflettere su questo tempo presente significa guardarsi intorno e comprendere lo spazio che ci circonda, rivolgersi a quest’oggi irripetibile, posizionarsi al centro di questo universo ed indagarne i legami che costruiscono il mondo come noi oggi lo percepiamo, lo osserviamo e quindi lo viviamo”. Così Marco Delogu, direttore artistico del festival, introduce questa edizione. Un incipit sicuramente di grande stimolo che suscita curiosità e interesse e che favorisce riflessioni anche al di fuori dell’ambito fotografico. Mi riferisco al ritrovato desiderio di voler dilatare i tempi del presente, di non farsi travolgere dalla logica del controllo assoluto e da quella del “risparmio del tempo”, che inevitabilmente finisce per essere riempito dal consumo oppure da una iperattività giustificata solo da logiche di super efficienza. Il Festival si dimostra ancora una volta di grande stimolo e portatore di nuove idee sia per contenuti che per diversa progettualità dei singoli autori. A mio parere merita una citazione, sempre all’interno della rassegna Il Presente, Federico Clavarino con Italia o Italia, rappresentazione di una imprecisata località italiana realizzata attraverso i frammenti del suo paesaggio, un insieme di luoghi anonimi, tracce, dettagli di opere d’arte. Uno spazio quasi immaginario che prende forma nel momento in cui lo spettatore decide di ricostruirlo visivamente. Mi è piaciuto molto anche il lavoro di Giovanna Silva, Narratives/Relazioni, uno sguardo che l’autrice dedica alle trasformazioni che stanno riplasmando il nostro mondo. Oggetto delle fotografie sono i territori di conflitto del medio oriente, che vengono rappresentati al di fuori del teatro di guerra e lontano da ogni spettacolarizzazione. Ad integrazione del tema portante, da segnalare il lavoro di Paul Graham, autore innovativo che con The Present ha chiuso una trilogia di opere, iniziata con American Night (la frattura sociale in America e l’impossibilità di relazioni umane) e proseguita con A Shimmer of Possibility (la compressione del tempo in fotografia). The Present di Graham si interroga sulla nostra consapevolezza del mondo ed entra in contrasto con i canoni storici della street photography, molto legati al concetto bressoniano di “attimo decisivo”. Una serie di dittici in grande formato sono la doppia rappresentazione di uno stesso spazio urbano, realizzata con una variazione nel punto di vista (la macchina si sposta di poco ma finisce per mettere a fuoco punti differenti) a distanza di un piccolo intervallo di tempo. La mostra prosegue negli spazi di Via Nizza a Roma fino al 17 gennaio 2016.

Diego  Cicionesi
Innamorato da sempre della fotografia, ho ripreso dopo una lunga inattività solo qualche anno fa con un nuovo e totale approccio al mondo digitale. Sono membro della DIERRE FOTOGRAFI, società con la quale mi occupo professionalmente di eventi e cerimonie, rappresentati in stile reportage con contaminazioni ritratto e fashion. Collaboro con l’Associazione Deaphoto per i corsi di Ritratto in studio e Street Photography e partecipo assieme ai membri dello staff agli eventi organizzati sul territorio. Individualmente studio i paesaggi urbani con predilezione per la foto di strada e le ambientazioni portuali, in una scelta compositiva geometrica e tendenzialmente minimalista. Sono attratto dalle reciproche relazioni tra fotografia e psicologia e studio l’interazione tra soggettività, interiorità ed spazi urbani. Vivo con curiosità ed un po’ di caos tutte le cose della mia vita, integrando il medium visivo con letture di ogni genere e musica, prediligendo il jazz. L’essenza del mio vivere si concretizza nei viaggi, di qualsiasi durata e distanza.

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