I DIECI ANNI DEL KOREA FILM FEST

Edizione 2012 del  Florence Korea Film Fest
Recensione a cura di Sara Severini

Il Florence Korea Film Fest, festival di cinematografia sud coreana, è giunto quest’anno alla X edizione. Quattro registi tra gli ospiti illustri: Song Il-gon, Juhn Jai-hong, Kim Han-min, Lee Jun Ik. Ma l’ospite d’onore, al quale è dedicata una retrospettiva, è Song Kang-ho, attore celebratissimo in Asia, volto simbolo della rinascita del cinema coreano. Abbiamo potuto apprezzarlo in nove pellicole, nelle quali dava forma a personaggi diversi ma caratterizzati sempre da un forte appeal. Dai ruoli nati dalla collaborazione col regista Park Chan-wook, ai personaggi comico-grotteschi di Memories of Murder e di The Foul King. Come ha suggerito Song Il-gon nel presentare il suo Always, “se il film fa piangere voi piangete di più”, e a strapparci le lacrime, sono i drammatici intrecci del destino e i personaggi romanticamente puri e solitari o dolorosamente in cerca di redenzione e/o di affetto che incontriamo, oltre che in Always, in Poongsan o in The man from nowhere. Ma l’esasperazione talvolta incredibile di certi motivi trascina lo spettatore in un piacevole straniamento dal reale e la chiusura non sempre tragica della storia viene accolta con gratitudine. In anteprima il cartone animato Leafie, a hen into the wild di Oh Seong-yoon, che racconta di una gallina da batteria molto naif che nella ricerca della libertà e del bello scopre e accetta il senso della vita e della morte. A chiudere il festival, poi, Arirang di Kim Ki-duk, premiato a Cannes nel 2011. Un film-autoritratto (Arirang oltre ad essere il nome della collina sulla quale il regista si è ritirato, pare significhi anche autoaffermazione) che l’autore realizza durante un periodo di ritiro, di depressione, in seguito a vicende personali che lo hanno fortemente turbato e spinto a mettere in discussione il proprio lavoro, se stesso. Lo spettatore abituato ai silenzi contemplativi e alle immagini ossessivamente precise dei film di Kim Ki-duk, con Arirang è colto impreparato: l’unico “attore” è Kim, che fa dialogare dei differenti “se stesso” in un vortice spiazzante. Dal 23 al 31 Marzo, oltre al ricco programma cinematografico, anche una serie di interessanti eventi collaterali che hanno permesso di scoprire la cultura sudcoreana, anche al di fuori del buio della sala. Come in occasione della performance dei percussionisti coreani A-Kwi nella corte di Palazzo Strozzi, al vernissage, che ha regalato momenti di grande energia. Il Korea Film Fest ha aperto la Primavera di Cinema Orientale al cinema Odeon di Firenze, che si compone di altre interessanti, anche se più brevi, rassegne cinematografiche: prima l’Hong Kong Film Panorama, poi il Film Middle East Now (che ha chiuso  il 16 aprile) e a Maggio toccherà alla Rassegna di Cinema Giapponese.

Sara Severini
Amo la fotografia come mezzo di espressione, di ricerca, di analisi dell’uomo e della realtà, come intrattenitrice e portatrice di piacere e di idee. Mi interessa perciò il ritratto ma anche la fotografia istantanea, il reportage del quotidiano così come la fiction. Collaboro alle attività di Deaphoto presso cui ho frequentato corsi e workshop.

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