GREEN

Introduzione alle immagini
di Paolo Contaldo

Noi pensiamo sempre che gli alberi sono cose che si possono tagliare per fare legna… Allora a questo ho messo gli occhi… Li ho messi per mio nipote così che gli potevo spiegare che questo albero ha vita. Tutto ha diritto a vivere, anche quest’albero, e anche se un giorno andrà tagliato, perché altrimenti cadrà sulla casa, bisognerebbe almeno parlargli e chiedergli scusa”. (Tiziano Terzani)

E’ Daniele Cametti a regalarci una riflessione nitida e decisa su quello che oggi è il “Verde Contemporaneo” ridotto ad una stentato e tentativo di compensare gli scempi di una urbanizzazione selvaggia e massiva, dove il profitto e il cemento sono parole d’ordine insormontabili.

“There is something to eat” è un documento sulle condizioni di alcuni villaggi rurali, in cui si lotta per la “bio- fortificazione e al miglioramento nutrizionale” di alcuni tipi di coltivazioni. I meravigliosi ritratti ambientati di Enrico Doria mostrano l’uomo, il campo e la forza di andare avanti e contastare fame e povertà.

Giulia Maraviglia ci riporta in Italia, nel “distretto floro vivaistico ornamentale” che interessa cinque Comuni della Piana tra Prato e Pistoia. Il suo è uno sguardo attento, puntuale nel raccontare l’importanza del sistema nel tessuto economico locale, ma altrettanto critico nell’i ndividuarne gli effetti negativi sull’ equilibrio naturale ed ambientale.

Anche Michele Isabello torna a chiedersi quale sia il giusto confine tra economia e rispetto della natura, si domanda quale futuro lasceremo in eredità ai nostri figli.

I parchi urbani della Piana sono ad oggi in cerca di un vero e proprio “Sistema” che restituisca un coordinamento tra preziose risorse ( are umide e agricole, zone d’interesse archeologico e storico­culturali, altre protette) ancora troppo slegate tra loro. Il reportage di Niccolò Vonci è scandito da interpreti d’eccezione: coloro che in modo diverso vivono queste “isole” verdi.

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