GIUSEPPE VERDI. LA RIEVOCAZIONE DI PETER BOTTAZZI.

Introduzione alla mostra “Veni, Vidi, Verdi: la donna è mobile” di Peter Bottazzi
Palazzo Morando, Milano. D
al 19 novembre 2013 al 26 gennaio 2014.
Recensione e fotografie a cura di Davide Tatti

Peter Bottazzi rievoca alcune figure delle opere di Giuseppe Verdi, in otto “stanze” di Palazzo Morando a Milano, cinque delle quali dedicate alle figure femminili celebri, come indica il titolo stesso della mostra: Veni, Vidi, Verdi: la donna è mobile, ovvero mutevole. La rievocazione di Bottazzi ha un linguaggio visivo contemporaneo, che si rapporta con le opere presenti nel museo, ed è integrata da ambientazioni sonore del CRM, Centro di Ricerche Musicali, che permettono al pubblico di ricollegare la suggestione visiva con i frammenti delle opere di Verdi che ne hanno dato lo spunto. La presentazione della mostra si trova nella sala I Navigli (sala IV): una sedia sospesa “canta” un’aria, circondata da dipinti con luoghi che richiamano la presenza in città di Verdi, come la Cappella Portinari vista da Santa Croce (1865) di Luigi Bartezzati (1820-1905), la Corsia dei Servi (1834) di Giuseppe Canetti (1788-1847), l’Arco della Pace in costruzione (1837) di Pompeo Calvi (1806-1884). La Sala delle Chiese (sala VIII) ospita il riferimento ad Amelia di Un ballo in maschera: una scultura composta da un giradischi, sul cui piatto sono infilate della aste che sorreggono maschere. La figura di Gilda del Rigoletto viene ricostruita con fogli di spartito che si sollevano da quattro leggii, nella stanza di Milano capitale morale (sala X); di fianco all’installazione si trova il bozzetto per il monumento a Giuseppe Verdi (1905) di Alessandro Laforet (1865-1937). L’elemento più passionale è posto, come in uno scrigno, nel Salottino dorato (sala XIII): specchi infranti cadono dall’alto su di un drappo aggrovigliato nel pavimento, al centro un piccolo schermo riproduce il volto di Lady Macbeth (dall’opera omonima) in movimento convulso. La Traviata ha come simbolo una catasta di bicchieri in equilibrio precario, sopra tre schermi con le labbra e le mani di Violetta, al centro della Sala dell’Olimpo (sala XVIII). Nella sala XIX la scultura Preghiera del mattino (1846), di Vincenzo Vela (1820-1891), serve per raffigurare Desdemona dell’Otello, in ginocchio ai piedi di un pavimento che si infrange;  sul ritratto di Eugenia Attendolo Bolognini, ultima proprietaria privata dell’edificio all’inizio del ‘900, posto di fronte alla scultura, è proiettato un video, con un ritratto insanguinato del marito segreto Otello, interpretato dallo stesso Bottazzi. La loggia sopraelevata, che contiene i mezzobusti  di personaggi illustri (Alessandro Manzoni, Paola Litta Castiglioni, Giuseppe Bossi, Giunio Bazzoni, Luigi Bossi, Camilla Litta, Carlo Porta ) diventa la Galleria dei recitativi: le figure, allineate come in un’opera in forma di concerto, sono illuminate da fari colorati e intorno ruotano palline di carta come satelliti. Infine la metafora del coro Verdiano: un gruppo di sedie si sollevano dal cortile porticato verso il piano alto del palazzo – Corale è il titolo dell’installazione – mentre sul fondo è posto uno schermo con labbra che si muovono e un altoparlante ne diffonde il suono. Peter Bottazzi è architetto, la sua esperienza parte dal teatro nel settore scenografico, nel tempo si specializza nel progetto di architettura temporanea ed espositiva. Palazzo Morando  ha origini nel ‘500 , ma l’impronta dominante è del ‘700. Al primo piano  è posto il Museo di Milano , suddiviso  Pinacoteca, con la collezione iconografica dello sviluppo urbano della città fra il 1600 e primi del 1900, e l’appartamento Morando Attendolo Bolognini del ‘700. Dal 2010 Palazzo Morando accoglie anche la collezione di Moda e Costume del Comune di Milano.
Per le fotografie courtesy: Peter Bottazzi; Marina Messina: Direttore Polo Raccolte Storiche e Case Museo; Barbara Romano, Responsabile Comunicazione.

DavideTatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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