GIORGIO ANDREOTTA CALÒ E ANDRA URSUTA DA PEEP-HOLE

Introduzione alla mostra di Giorgio Andreotta Calò e Andra Ursuta
dal 30 gennaio all’8 marzo 2014
presso Peep-Hole, via Stilicone 10 – Milano
Recensione e fotografie a cura di Davide Tatti

All’interno degli edifici a cortile che contengono la storica Fonderia artistica Battaglia di Milano, costituita dal 1913, si trova Peep-Hole, nome traducibile in spioncino. Nato nel 2009, questo spazio svolge attività di esposizione e diffusione dell’arte contemporanea; si sostiene grazie alle donazioni degli artisti, propone inoltre una pubblicazione trimestrale con testi di riflessione critica, scritti dagli stessi artisti sulla loro attività, edito da Mousse Publishing. Peep-Hole proporne in questa occasione due interventi, il primo, in ordine di ingresso, è quello di Giorgio Andreotta Calò (Venezia 1979): per ricollegarsi all’esperienza dell’adiacente Fonderia Battaglia, all’ingresso è posta la scultura del 2003 Clessidra, un palo consunto dall’erosione dell’acqua veneziana diventa oggetto in bronzo per processo di calco e fusione. L’opera successiva Level, modificando la normale fruizione delle sale, ricostruisce la precarietà in un luogo abitabile. Si accede ad una camera buia che, in prossimità di un lato, ha un foro ottenuto dalla dismissione di un montacarichi; l’osservatore, firmando una liberatoria, è invitato a sporgersi e osservare l’ambiente dismesso sottostante, per recepirne il senso di vertigine, capovolgimento e instabilità. Giorgio Andreotta Calò nella sua formazione parte dalla scultura per estendere la ricerca a interventi nell’architettura e nello spazio urbano: le sue “azioni” o installazioni sottolineano i conflitti sociali, con i loro risvolti psicologici, all’interno di una realtà urbana immersa in un processo di disfacimento e ricostruzione continui, sia materiali che relazionali. Il secondo intervento è di Andra Ursuta. L’artista, nata a Salonta in Romania nel 1979, si concentra sul significato politico della scultura, prodottosi tradizionalmente con l’esposizione in un luogo pubblico del manufatto. La scultura, secondo Andra Ursuta, può comportarsi come vero agente e portatore di un’azione aggressiva verso l’osservatore e il contesto, da questo proviene il suo significato politico, perché esercita un condizionamento nel suo ambito. Con l’installazione proposta presso Peep-Hole, Ursuta tenta di mostrare come i monumenti politici possano essere sottoposti ad un’azione grottesca che sottrae il loro potere simbolico. Il gesto del pugno chiuso, nella scultura Sof Power 1 e 2 ( 2013 ) viene trasposto in due guanti monumentali rivestiti di maglia, gonfiati e sgonfiati dall’azione di due ventole. Il bunker di guerra tedesco viene riproposto in tre miniature: A Worm’s Dream Home 2, 3 e 4 (2013), che ne ripropongono la forma in modo afflosciato e ripiegato su se stesso. Ultimo bersaglio di questa ironia è l’icona del monumento celebrativo: l’obelisco, che in Broken Obelisk (2013), trova un forma personificata con due fori praticati nella sommità: sembra un fantasma che impotente si appoggia sulla sedia pronto per essere giudicato.

DavideTatti
Nato in Sardegna nel 1969, dal 1999 vivo a Milano dove mi sono occupato di grafica editoriale. Nel 2007 una svolta verso la fotografia di documentazione, in particolare: paesaggio urbano, architettura e arte contemporanea.

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